Atalanta-Fiorentina è una partita che deve dare risposte. Risposte attese da entrambe le tifoserie, anche se per motivi diversi, ma in fondo molto simili. L’Atalanta è attesa a una risposta positiva per dare continuità a una motivazione ritrovata, a uno spogliatoio che ha ritrovato la gioia della vittoria e del gol, a un modo di giocare più coraggioso, alla capacità di scendere in campo con più consapevolezza dei propri mezzi. Tutte queste caratteristiche sono scattate come una scintilla che ha preso fuoco, grazie al nuovo allenatore: Raffaele Palladino, che è stato capace di entrare subito in sintonia con i giocatori a sua disposizione.
In aggiunta a tutto questo è riuscito a incidere anche con poche ma innovative soluzioni, che non sono il frutto di intuizioni o prove messe lì tanto per fare qualcosa di diverso, ma si capisce che dietro c’è stato uno studio sui malanni che l’Atalanta si stava trascinando nel periodo condotto da Ivan Juric. Su tutti si prenda a esempio il ruolo assegnato a Charles De Ketelaere. A Napoli aveva provato con Pasalic, ma la cosa non ha funzionato. Lui vuole un vero 10. Un trequartista che può spostarsi a suo piacere su tutto il fronte d’attacco, ma che è chiamato anche a retrocedere per curare la fase difensiva. La sua prima partita in queste vesti, interpretata a Francoforte, ha dato esiti stupefacendi. CDK è uscito dal campo quale miglior giocatore di giornata. Ed è stato un piacere vederlo in queste vesti.
Ricordo che all’inizio del suo percorso all’Atalanta, un giorno ebbe a dire che lui non era giocatore da 10 chilometri a partita. Poi Gasperini lo ha cominciato a modellare e di chilometri Charles ne ha percorsi parecchi a volte anche più di 10 a partita. E a volte è capitato che abbia corso anche più di Ederson.
Domenica, dunque, ci si aspetta che l’Atalanta rigiochi con gli stessi undici (i giocatori sono tutti a disposizione, eccetto gli infortunati Scalvini e Bakker), con lo stesso modulo e con Palladino che può aver messo ancora qualcosa di più del suo dentro questa squadra che ha necessità di risalire anche in campionato. In Champions sta andando molto bene. In Coppa Italia mercoledì prossimo è attesa all’incontro con il Genoa (in casa) per il superamento degli Ottavi di finale.
Chi deve urgentemente risalire è la Fiorentina. I Viola sono in una valle di lacrime. Inaspettatamente. A Firenze stanno vivendo un pluridramma. Innanzitutto lo stadio. I lavori sono iniziati. I tifosi hanno a disposizione soltanto una porzione e il Comune, che ne è proprietario, pare che non possa terminarlo prima di 3-4 anni. Un supplizio. A Firenze c’è anche un grosso problema societario. Commisso, il presidente, non parla e non si fa vedere Firenze da un anno. La società sembra abbandonata a se stessa. E le voci che sono rimbalzate dagli Stati Uniti hanno preoccupato tutti: la Fiorentina è in vendita per 300 milioni di euro è stato detto da testimonianze dirette. Voci subito smentite sul fronte americano. Ma il dubbio rimane.
Infine, ma non ultimo per importanza, anzi, è l’andamento della squadra. L’inizio pessimo della Fiorentina ha portato prima alle dimissioni del direttore sportivo Pradè che si è autoaccusato degli errori tecnici fatti in sede di mercato, allenatore compreso. In seguito anche Pioli (che a Firenze aveva fatto molto bene prima di andare a vincere lo scudetto con il Milan) è stato esonerato. Ora la squadra è stata affidata a Vanoli, ma il percorso sarà lungo e tortuoso.
Chi ha visto la partito da giovedì sera in Conference League persa contro l’AEK Atene si sarà reso conto di quanti problemi questa squadra stia vivendo. E se l’Atalanta farà anche solo la metà di quello che ha fatto a Francoforte, potrebbe mettere il sigillo della vittoria per Bergamo e affossare ancora di più questa squadra che pare non trovare il bandolo della matassa per uscire dalla crisi.
Al campo l’ardua sentenza. Buona chance nerazzurra.













