| ATALANTA | FIORENTINA | ||
| Carnesecchi | 7.3 | DeGea | 6.6 |
| Kossounou | 8.1 | Pongracic | 6.6 |
| Hien | 7.3 | PabloMarì | 6.1 |
| Djimsiti | 6.9 | Ranieri | 6.8 |
| Bellanova | 7 | Fagioli | 6 |
| Ederson | 6.6 | Dodò | 5.9 |
| DeRoon | 6.6 | Mandragora | 6.3 |
| Zappacosta | 7.1 | Sohm | 6.1 |
| Lookman | 8.1 | Parisi | 6.2 |
| DeKetelaere | 8 | Kean | 6.4 |
| Scamacca | 7.2 | Piccoli | 6.1 |
| Palladino | 6.94 | Vanoli | 6.26 |
| Zalewski | 6.4 | Fortini | 6.8 |
| Krstovic | 6 | Comuzzo | 6.2 |
| Sulemana | 6.3 | Ndour | 6 |
| Pasalic | 6.1 | Gudmundsson | 6.1 |
| Kolasinac | 6.2 | Richardson | 5.9 |
Palladino dà continuità alla squadra che ha vinto a Francoforte in Champions e ottiene la sua prima vittoria anche in campionato. Non accadeva in casa dal lontano 14 settembre quando si vinse 4-1 contro il Lecce.
Due partite vinte consecutivamente senza subire gol. Un bel biglietto da visita per Palladino, invocato a gran voce a inizio partita dai tifosi della curva Nord. “Ringrazio per l’accoglienza”, dirà a fine partita il mister dei nerazzurri.
La partita ha dato indicazioni chiare di come Palladino vuole che la squadra giochi. Vanoli si presenta a Bergamo schierando le due punte: Piccoli e Kean. Palladino assegna Piccoli a Hien (memori delle difficoltà dell’anno scorso quando l’attaccante viola fece vedere i sorci verdi al centrale svedese) e Kean a Djimsiti. E Kossounou allora dove va? Lui prende in consegna Sohm che gioca molto arretrato. Kossounou lo segue a uomo e si ritrova a far superiorità numerica in attacco, come centrocampista aggiunto.
Anzi, è lui il più pericoloso a inizio gara perché è a lui che capitano sui piedi le palle da poter calciare verso la porta difesa da De Gea. Un paio di tentativi vengono miseramente falliti e calciati malamente, non portano alcunché, ma a un terzo tentativo il cross si trasforma in un micidiale pallonetto che sorprende tutti: attaccanti bergamaschi, difensori fiorentini e De Gea che si accorge troppo tardi quando ormai la palla lo ha scavalcato ed è entrata in gol.
Questa volta la Dea bendata è a favore dell’Atalanta. E Kossounou può festeggiare il suo primo gol in nerazzurro.
Seguendo le mosse impartite da Palladino troviamo Ederson su Mandragora (molto mobile) a svariare per tutto il campo e De Roon su Fagioli. Quest’ultimo, però, gioca basso sopra la difesa e porta De Roon di conseguenza a giocare alto, come fosse fuori dalla sua comfort zone. Ma l’olandese si destreggia bene. Soltanto una volta è andato in difficoltà quando ha dovuto rincorrere all’indietro una ripartenza. Lì si capisce che l’età sta avanzando. Poi però succede anche che con una bella imbeccata Lookman trova De Roon pronto alla girata di testa in piena area ben parata da De Gea.
In attacco l’Atalanta ha tanta qualità: Lookman sta ritrovando la sua forma smagliante. Ha trovato il secondo gol consecutivo facendosi trovare pronto al tap-in in area raccogliendo la respinta di De Gea su colpo di testa di De Ketelaere frutto di un calcio d’angolo. E poi Scamacca. Anche oggi ha lottato, tenuto palla, fatto salire la squadra, ha cercato con un paio di tiri la porta. “Se continua così – ha detto di lui Palladino – può diventare uno dei più forti attaccanti d’Europa”. Addirittura.
Infine l’ultima citazione la dedichiamo a De Ketelaere. Palladino lo sta trasformando in un tuttocampista. Palladino vuole che la squadra lo cerchi perché lui sa sposta gli equilibri, spacca le squadre, salta l’uomo, fa assist, tira in porta. Insomma, è uno spettacolo vederlo in così gran forma con così tanta qualità. Vanoli è ancora lì che rosica perché dice che i primi venti minuti gli sono stati concessi gratis. Sarà, ma gli altri 75 se li è conquistati da solo e con classe. Chapeau. Se avesse anche segnato oggi avrebbe avuto un voto altissimo.
Della Fiorentina che dire? Non è apparsa la squadra fragile e sommessa. Il problema è il gioco. Non puoi avere solo uno schema: palla a De Gea che la lancia oltre la linea del centrocampo in cerca di una spizzata di Piccoli o di Kean. Ad un certo punto il primo tempo era di una noia mortale. Fortunatamente l’equilibrio si è rotto, anche se al 41’. Nel secondo tempo si è vista un’altra partita un po’ più vivace anche da parte dei Viola che hanno dovuto necessariamente attaccare per poter riaprire la gara.
Oltre al portiere De Gea, che ha parato bene in almeno tre-quattro situazioni, il giocatore che è apparso più in palla e che ha visione di gioco e classe nei piedi ci è parso Pongracic. In fondo, però, un solo giocatore è troppo poco. Da Fagioli ci saremmo aspettato molto di più. Quando è entrato Gudmundsson al suo posto la squadra e la palla hanno cominciato a girare meglio. Auguriamo alla Viola la miglior sorte possibile perché fa triste vederla in quella situazione di classifica.













