(Adnkronos) – La Casa Bianca ha annunciato la decisione del Presidente Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, tra cui la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfcc), l’accordo che dal 1992 costituisce la base di tutti i principali negoziati internazionali sul clima. La decisione include anche il ritiro dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’organismo che fornisce le valutazioni scientifiche sul cambiamento climatico. Sono "rammarico", ha detto il commissario europeo al Clima, Wopke Hoekstra. "La decisione della più grande economia mondiale e secondo produttore di emissioni di ritirarsi è deplorevole e spiacevole", ha scritto in un post su Linkedin. L’Unfcc, ratificata dal Congresso americano durante la presidenza di George H.W. Bush, non impone tagli obbligatori a combustibili fossili o emissioni, ma fissa l’obiettivo di stabilizzare l’inquinamento climatico per evitare “interferenze pericolose dell’uomo sul sistema climatico”. Sotto il suo ombrello sono nati accordi storici come il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi, due pietre miliari della cooperazione internazionale. Il trattato prevede anche l’obbligo di presentare ogni anno un inventario nazionale delle emissioni: un adempimento che l’amministrazione Trump non ha rispettato nell’ultimo anno. Il ritiro dal trattato sul clima rientra in una più ampia strategia di disimpegno multilaterale. Secondo il Segretario di Stato Marco Rubio, gli Stati Uniti non continueranno a “investire risorse e credibilità in istituzioni che non servono o contrastano gli interessi americani”. Di segno opposto le reazioni degli ex funzionari democratici: l’ex segretario di Stato John Kerry ha definito la mossa “un regalo alla Cina” e un incentivo per i Paesi e le aziende che vogliono evitare responsabilità sul clima. Trump aveva già ritirato gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi nel suo primo mandato e lo ha fatto nuovamente nel primo giorno del nuovo incarico. Con questa decisione, Washington diventerebbe il primo Paese al mondo a uscire dall’Unfcc, a cui aderisce praticamente l’intera comunità internazionale. Restano inoltre incertezze legali, poiché il trattato fu ratificato dal Senato: non è chiaro se il presidente possa ritirarsene unilateralmente. Se però il Congresso dovesse intervenire, la maggioranza repubblicana appare orientata a sostenere la scelta. Il memorandum prevede in totale l’uscita degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, tra cui numerose agenzie ONU come UN Water, UN Oceans, UNFPA e anche l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il gruppo di scienziati premiato con il Nobel che valuta lo stato del riscaldamento globale. Una decisione che potrebbe avere effetti anche sulla partecipazione degli scienziati federali americani.
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