Atalanta, non si spara sulla Croce Rossa. Troppo facile criticare l’1-1 di Pisa

87

di Cesare Malnati
Non sparate sulla Croce Rossa. Per commentare che l’Atalanta a Pisa ha disputato una brutta. bruttissima gara, al punto che probabilmente l1-1 finale sta stretto ai padroni di casa non ci vuole un genio. Però la storia del calcio, applicata a tutte le squadre del mondo, dimostra che è normale, che questo passo falso, c’era da aspettarselo.

Da Francoforte in poi i nerazzurri, con Palladino, erano in Toscana alla dodicesima partita, avendone vinte, salvo errore, 9 e perdute 2 (Inter e Verona). Siccome nello sport non si può sempre vincere, ecco perché, Pisa o non Pisa, la frenata – a pochi giorni dal Bilbao, decisivo in Champions – ci stava. Spiace, ma funziona così. Inutile stracciarsi le vesti.

forbes

Altro discorso, naturalmente, è trarre occasione per perfezionare alcuni approfondimenti sulla consistenza dell’organico. Che l’acquisto di Raspadori impreziosisce dal punto di vista tecnico senza tuttavia cancellare alcune situazioni di disagio.

Un mio vecchio cavallo di battaglia riguarda la solidità della fase difensiva, in cui starebbe molto bene uno di quei marcatori inflessibili capaci, in momenti di mala parata (che capitano anche al Real Madrid) di tirare la riga. Il gol del Pisa, preso da Ahanor, dovrebbe illustrare come il mestiere di braccetto è troppo rischioso affidarlo a un diciassettenne pur attrezzatissime come l’ex genoano (che infatti a Marassi faceva l’esterno sinistro).

Poi, con Scamacca in queste condizioni, la rosa dell’Atalanta sconta la carenza di attaccanti che vedono la porta. Per far gol è dovuto entrare Krstovic, il meno titolato. In attesa di Lookman (se resterà), la fase offensiva si avvale di un sacco di elementi tecnicamente bravissimi, ma non da area di rigore. Su Scamacca, mi sono già espresso più volte. Il ragazzo mi pare continui a sentirsi condizionato e frenato dal timore di farsi male di nuovo.

Perciò, tornando alla prestazione di Pisa, evitare critiche ovvie non significa realizzare analisi buoniste. Semplicemente non si può passare dal suggestionato entusiasmo per aver battuto la Roma di Gasp al disfattismo umorale dopo Verona e Pisa. Roba da avventori del bar Sport.

Un po’ di realismo: per il sesto posto finale, il punto di Pisa non cambia niente. In ottica Europa League. La prossima Champions non è alla portata. Ecco, cari tifosi, dove casca l’asino.

Cesare Malnati