La provincia di Bergamo non sarà presente alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 soltanto con atleti che rappresenteranno l’Italia, ma sarà anche con una nazione lontana dal nostro territorio.
Stiamo parlando del Brasile che ha annunciato le convocazioni per la rassegna a cinque cerchi al via il prossimo 6 febbraio e ha deciso di puntare su un giovane atleta come Giovanni Ongaro.
Sfruttando il doppio passaporto, il 21enne di Clusone vestirà la tuta della squadra carioca gareggiando al fianco di un fuoriclasse come Lucas Pinheiro Braathen, ma soprattutto realizzando il sogno di tutti gli sportivi.
Cos’ha provato quando le hanno comunicato di esser stato convocato per i Giochi?
Sicuramente è stata una grande emozione riuscire a coronare il sogno di una vita che comunque è un piccolo o un grande obiettivo che ho raggiunto in questa mia vita agonistica. Speriamo che sia una grande emozione anche rappresentare il Brasile, che è la nazione di mia madre, alle Olimpiadi.
Perché ha scelto il Brasile?
Praticamente ho corso per l’Italia nei primi anni, vivendo qua a Clusone con i miei genitori, quando poi sono passato nella categoria Giovani ho deciso di cambiare nazionalità per aver più sbocchi e maggiori opportunità, oltre a onorare le origini di mia madre.
Come hanno appreso questa notizia in Brasile?
Essendo che il movimento invernale si sta ampliando moltissimo da una stagione a questa parte grazie anche a Lucas Pinheiro Braathen che dà molta visibilità, ed essendo riusciti a portare il maggior numero di atleti nella sua storia alle Olimpiadi Invernali, è stata una grande emozione anche per loro la mia convocazione.
Le è mai capitato di gareggiare al fianco di Lucas Pinheiro Braathen?
Sì, ho avuto l’opportunità l’anno scorso ai Mondiali a Saalbach. Essendo che già gareggiavo con il Brasile, ho potuto partecipare e già da lì è stata una grande esperienza nel mondo dei grandi, dei professionisti. Da lì ovviamente eravamo in opera assieme, cenavamo assieme e quindi l’ho conosciuto bene. E’ stato fantastico stare con i grandi e il mio obiettivo per le prossime stagioni arrivare a quel livello.
Com’è Lucas avendolo conosciuto dal vivo?
Sicuramente ha due personalità, nel senso che quando è in hotel è un’altra persona rispetto a quello che si vede nel pubblico perché non c’è la pressione dei fan. E’ una persona molto alla mano e super piacevole. Quando ai Mondiali ho dovuto fare le qualifiche non essendo nei primi cinquanta al mondo, il suo team mi ha seguito live sul sito della FIS e così, quando sono tornato in albergo a cena, tutti mi hanno applaudito per la mia qualificazione.
Come sarà gareggiare davanti al suo pubblico a Bormio?
Ho già fatto allenamenti e gare su quella pista negli anni passati e poter correre in casa sarà una grande emozione essendo che tutta la mia famiglia ci sarà essendo così vicino.
Come si trova a gareggiare ad alti livelli rispetto a quelli a cui è abituato?
Partecipando tradizionalmente al circuito FIS o alle gare di Coppa Europa, il livello cambia. Ci sono altre aspettative anche perché qui si parla di professionismo, c’è un’altra attenzione ai dettagli, ai materiali e anche a come viene trattato l’atleta. E’ una piacevole sensazione anche perché la pressione è diversa.
A Milano-Cortina dovrebbe esserci un’altra atleta italiana che gareggia per il Brasile come Gaia Brunello. Potrebbe aiutare aver una connazionale in squadra?
In realtà qui a Bormio saremo soltanto noi maschi dello sci alpino quindi non avrò il piacere di stare al suo fianco, ma penso che il Brasile sarà comunque unito e quindi potrebbe essere un aiuto.
C’è un sogno che le piacerebbe realizzare dopo aver preso parte alle Olimpiadi?
Ovviamente nei prossimi anni cercherò di lavorare al massimo per cercare di arrivare al livello massimo come la Coppa del Mondo e cercare di rappresentare il Brasile anche in quelle competizion, sperando di riuscirci. Sarebbe un gran traguardo per me raggiungere la Coppa del Mondo, adesso comunque ci stiamo allenando in vista delle Olimpiadi e cerchiamo il meglio per le stagioni prossime.