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"Quando avevo 26 anni ho scelto di abortire. Non mi perdonerò mai". Antonella Elia, ospite oggi a La volta buona, in un lungo intervento commosso torna sulla decisione presa da giovane. "Ritengo che l'aborto sia un peccato, si toglie la vita ad un essere che sta per nascere. E' un essere vivente, sin da subito, che deve nascere. E' un atto di egoismo mostruoso decidere di abortire perché 'è troppo presto' o non si è in grado di essere madre. E' per me una scelta umanamente illecita", dice Elia nel salotto di Caterina Balivo. "Nel corso del tempo, l'aborto dentro di me è rimasto una macchia, una vergogna. Ogni donna è libera di fare quello che vuole, ma ritengo che a livello umano e spirituale si tolga una vita. Bisogna avere il coraggio di accettare quella vita e portarla avanti. Io non mi sono mai perdonata e non mi perdonerò mai, in questa vita sto espiando una colpa. Rimpiango il figlio che non ho avuto, ora avrei accanto un essere che amerei in maniera viscerale. Non ho avuto il coraggio, ora non c'è perdono", prosegue. "Non voglio fare la moralista, ci sono magari situazioni molto gravi in cui non si può avere un figlio. Io avevo 26 anni, un fidanzato, una situazione normale. Ho detto 'no', non ho preso in considerazione l'essere vivente che portavo. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, io rimpiango molto di non aver avuto il coraggio in quel momento", dice ancora. "Ho provato poi ad avere figli, ma ho perso l'embrione. Il karma mi ha punita, credo che nella vita si debbano espiare le azioni che si ritengono sbagliate".
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