È finita! Ademola Lookman è stato ceduto all’Atletico Madrid. E i pensieri si accavallano e riportano il tempo indietro di qualche mese, a questa estate. La estenuante trattativa con l’Inter che sul piatto aveva messo 45 milioni, mentre l’Atalanta ne pretendeva 50, non un centesimo di meno. E di rigore in rigore, di capriccio in capriccio, si è finito per rischiare un fallimento totale sia per la società che per il giocatore.
Proviamo a mettere un po’ di ordine. La rigidità dell’Atalanta era dovuta al fatto che sarebbe toccato alla società fare il prezzo e non all’entourage del giocatore. E che il patto stretto (solo verbalmente?) tra il giocatore e la società era che sì, il giocatore si sarebbe potuto vendere a un club prestigioso, ma non in Italia.
Sull’altro fronte Lookman aveva chiesto di essere ceduto, pertanto riteneva che la cifra fosse congrua e che il momento fosse quello più adatto. Finì con un no della società, con il giocatore che sparì non si sa dove in modo ingiustificato e non si presentò all’appuntamento del ritiro precampionato. A quel punto l’Inter rinunciò. L’Atalanta rimase senza soldi e Lookman senza società in cui far vedere le proprie capacità calcistiche.
Il campionato ebbe inizio e la tiritera si protrasse per un bel po’. Alla fine Lookman decise che forse la cosa migliore era giocare per l’Atalanta e l’Atalanta che foss più utile perdonare il giocatore perché troppo importante per la squadra affidata all’allora mister Juric.
Lookman sapeva di dover giocare la Coppa d’Africa con la Nigeria, appuntamento importante soprattutto dopo la non qualificazione ai Mondiali. Ma arrivarci in condizioni precarie sarebbe stato controproducente anche per il giocatore. Così Lookman rientrò in squadra senza mai raggiungere, però, il valore e le prestazioni ottenute fino alla notte di Dublino, quando l’Atalanta vinse l’Europa League, grazie alla sua tripletta.
A Bergamo lo si ricorderà per quella notte e per i capricci che segnarono l’estate 2025. I tifosi furono divisi tra riaccoglierlo o considerarlo un reietto. Oggi è tutto molto più chiaro. Nessuno piange la sua partenza. Un semplice ciao è bastato prima di prendere l’aereo per Madrid.
Ma, attenzione. E qui veniamo alla genialità della società atalantina. Mentre tutti si stavano concentrando su una eventuale e probabile cessione di Lookman al Fenerbahce, squadra dell’amico connazionale Osimehn, l’Atalanta prelevava dall’Atletico Madrid Raspadori. Ma al posto di chi? Di Maldini o di Lookman? Di Maldini si disse. Lookman non andrà via quest’inverno, disse la società, a meno di un’offerta irrinunciabile. Andrà via l’estate prossima. E, infatti, subito dopo Maldini passò alla Lazio.
Ma quando la squadra turca, sbarcata con i suoi dirigenti interessati a Milano, non riuscì a convincere finanziariamente l’Atalanta (40 milioni + 5 di bonus all’Atalanta e 7 milioni annui al giocatore), l’Atalanta virò sull’Atletico Madrid. L’accordo tra le società fu presto trovato (visto anche il buon rapporto che c’è con la cessione estiva di Ruggeri e l’acquisto di Raspadori), ma mancava il sì di Lookman. Che è arrivato l’altro giorno. Partenza per le visite mediche (superate) e ufficializzazione, questa sera, da parte dell’Atalanta della sua cessione.
Palladino con Zalewski, Sulemana e Raspadori considera coperto il ruolo. E, diciamolo, Lookman quest’anno non è che si sia distinto più di tanto. E avere avuto la possibilità di incassare 45 milioni di un giocatore che rischiava di fallire la stagione e di arrivare all’estate svalutato di molto, è stata considerata un’offerta irrinunciabile. Per noi un colpo da maestro ancora una volta da parte dell’Atalanta.













