Sofia Goggia non è mai soddisfatta nonostante la terza medaglia in carriera alle Olimpiadi, tuttavia a Milano-Cortina 2026 la 33enne di Astino ha fatto la storia dello sport italiano.
Come Alberto Tomba, Arianna Fontana e Armin Zöggeler, la finanziera orobica ha saputo salire sul podio a cinque cerchi a distanza di otto anni dalla prima volta e questa volta ha deciso di dedicarla alla compagna di squadra Elena Fanchini, scomparsa tre anni fa.
“E’ una giornata particolare sia per la discesa, la prima dell’edizione olimpica, sia perché ricorre l’anniversario di morte di Elena. Stamattina quando mi sono svegliata, ho fatto colazione e poi ho mandato un messaggio a Nadia (Fanchini, NdR) per dirle che era un messaggio importante – ha commentato Goggia ai microfoni di Rai Sport -. Se sono riuscita a far questo bronzo, è perché il suo ricordo è in me. Mi spiace per Vonn che l’abbiano portata via in elicottero. Stavolta non ho guardato la televisione perché volevo rimanere concentrata e sono tornata ai miei riti tradizionali per la discesa. Non sapevo chi fosse in testa e come andasse”.
Il rammarico rimane per il colore della medaglia che comunque arriva dopo una stagione non semplice, ma che le ha permesso di rimanere vicina all’americana Breezy Johnson che si è portata a casa l’oro: “Questo bronzo non è del colore più importante perché so di aver sbagliato io, però mi sono mossa di pari passo con Paris che ha iniziato a gareggiare con me, ha fatto secondo a Crans Montana in discesa e poi bronzo qui alle Olimpiadi – ha aggiunto Goggia -. Non mi sono focalizzata sulle pressioni che da quattro anni hanno provato a mettermi addosso per questa gara. Sono soddisfatta come ho gestito la questione perché l’ho affrontata come una gara di Coppa del Mondo, visto che in genere chi pensa prima alle medaglie, si frega da solo”.













