Obiettivo raggiunto. Anzi, di più. Perché il settimo posto in classifica consolida e migliora il progetto rossoblù iniziato una stagione fa.
Quale sia il reale valore di questo traguardo per il Volley Bergamo 1991 emerge dalle parole del Direttore sportivo Matteo Bertini: “Questo settimo posto ha una grande valore: per tutto quello che stiamo facendo a livello societario è sicuramente un premio. Primo, perché ci siamo confermati nella griglia playoff, quindi nelle prime otto migliori del campionato italiano, e non era scontato. Secondo, perché abbiamo guadagnato una posizione rispetto a un anno fa: arrivando settimi abbiamo dato il segnale che questa Società è ambiziosa e vuole crescere“.
Quanto credevate, a inizio stagione, di riuscire a migliorare il lavoro della passata, che già era andata oltre le aspettative?
“Non si ha mai la certezza, però la sensazione era quella di aver migliorato la rosa a livello qualitativo. Questo gruppo valeva questa posizione in classifica e quindi sì, avevo delle buone sensazioni“.
Qual è stato il momento chiave della stagione?
“Sicuramente la vittoria in casa con Busto, perché è arrivata alla ChorusLife Arena davanti al pubblico di Bergamo e davanti a una presenza di spettatori importanti che ci ha dato un segnale forte in quel momento. Ci ha fatto capire che giocando in quel modo potevamo ottenere dei risultati molto importanti e ci ha dato convinzione“.
Di che cosa va più orgoglioso del lavoro di questa stagione?
“Mi rende orgoglioso il fatto che tutte le ragazze indossano questa maglia sentendola propria. Così come lo staff. L’altro motivo di orgoglio è sicuramente quello che la squadra ha dimostrato tutti i giorni in palestra di volersi migliorare“.
Ha parlato di rosa migliorata rispetto a un anno fa. Quali erano gli obiettivi del mercato estivo scorso?
“Colmare alcune lacune. Da qui la decisione di cambiare la diagonale più per caratteristiche tecniche che per qualità individuali delle giocatrici. E soprattutto dare all’allenatore e allo staff tecnico delle opzioni importanti. Credo che abbiamo avuto addirittura delle piacevoli sorprese che ci hanno dato una grossa mano a ottenere questo risultato“.
Si possono dare dei nomi alle scelte che si sono dimostrate vincenti?
“Uno è sicuramente quello di Meli, che veniva da un campionato di serie A2. Molti avevano dubbi su quello che avrebbe potuto fare in A1 vista la sua non strabordante fisicità. Alla fine, si è rivelata una scelta vincente. L’altro è quello di Bolzonetti: la sua crescita ha avuto un impatto molto importante in questa stagione. In generale, il gruppo mi ha dato soddisfazione per la motivazione e per la voglia di crescere che si sentiva quotidianamente in palestra“.
Quale ruolo ha avuto lo staff in questo percorso?
“Importante. Era una squadra non con tantissima esperienza di campionato italiano. Le competenze dello staff sono state preziose, sia con Carlo Parisi sia con Marcello Cervellin, e hanno avuto un impatto molto importante per quanto riguarda la consapevolezza delle ragazze nel raggiungere l’obiettivo“.
Qual è stata la difficoltà più grande durante la stagione?
“Il calendario di inizio campionato molto squilibrato, con una prima parte molto difficile e una seconda in cui avevamo il dovere di vincere ogni partita“.
Ora i Playoff. Con quale spirito si affrontano?
“Con lo spirito di provarci e di non dare nulla per scontato. Incontreremo Scandicci, che è la squadra campione del mondo, però dobbiamo provarci: abbiamo un obbligo nei confronti di tutti i nostri sostenitori, gli sponsor e la Società che lavora giorno e notte per cercare di crescere nel migliore dei modi. E se lo merita anche il gruppo squadra, che dovrà giocare con lo spirito di mettere in difficoltà l’avversario“.
Cosa servirà per essere competitivi?
“Tanta spavalderia, tanto coraggio e tanta voglia di competere con una squadra molto forte“.
Quante possibilità ci sono di essere la sorpresa dei playoff?
“Poche, però ci proviamo“.
Il risultato finale di questa regular season cambia gli obiettivi per il futuro? Ci si potrà spingere oltre ciò che era stato previsto nel progetto triennale?
“No, l’obiettivo rimane sempre lo stesso. La volontà è quella di salire ancora ogni anno e quindi proveremo a scalare un’altra posizione e proveremo anche a centrare l’accesso a una competizione europea“.
Quali saranno i primi passi per consolidare la crescita?
“Avere ben chiaro che squadra vogliamo e chi dobbiamo essere. E poi una ulteriore crescita anche dal punto di vista dell’organizzazione, per cercare di mettere a disposizione della squadra e dello staff più risorse possibili“.
Possiamo sognare che il Volley Bergamo torni ad essere ai vertici della pallavolo italiana?
“Lo possiamo sognare, però abbiamo bisogno di tanti aiuti da parte dei nostri sostenitori e dei nostri partner. Perché il mondo pallavolistico è cambiato tantissimo, ormai siamo diventati un’azienda. Per competere con i grandi club, abbiamo bisogno di grandi risorse. La volontà e l’ambizione di questo club sono quelle di ritornare ai fasti di una volta“.
Se dovesse usare una parola per descrivere questa stagione, quale sarebbe?
“È stato l’anno della consapevolezza“. (Fonte: Volley Bergamo)













