Sanremo 2026, Luchè chi è: gli esordi, l’infanzia difficile, la polemica con Salmo

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(Adnkronos) –
Luchè è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Quella di quest'anno è la prima partecipazione per il rapper napoletano che debutta all'Ariston nella 76esima edizione con il brano 'Labirinto'. Luchè, nome d'arte di Luca Imprudente, nasce a Napoli il 7 gennaio 1981 ed è conosciuto come rapper e produttore discografico italiano. Dopo un periodo di lavoro come ambulante, a 19 anni decide di andare a Londra e inizia a lavorare per darsi delle opportunità con la musica. Si inserisce nel mondo della musica nel 1997 insieme all'amico Ntò con il quale fonda il gruppo Co'Sang, inizialmente affiancato da Denè e Dayana. Poco dopo, Denè e Dayana lasciano il progetto e i Co'Sang diventano ufficialmente un duo. Dopo lo scioglimento dei Co'Sang nel 2012, che l'ha segnato emotivamente, si trasferisce a Londra e decide di aprire una pizzeria con un amico. Luchè avvia la carriera solista con l'album L1, collaborando con artisti come Club Dogo, Marracash ed Emis Killa. Entra inoltre nel collettivo Roccia Music e avvia un'attività imprenditoriale tra Londra e New York con la pizzeria CoCo. Nel 2014 pubblica L2 e fonda il brand di abbigliamento Black Friday. Nel 2022 pubblica Dove volano le aquile che debutta direttamente al primo posto della classifica FIMI. Finita al centro delle polemiche la sua faida con Salmo nel 2023 quando i due si sono scambiati frecciate a colpi di barre: Luchè pubblica Estate dimmerda 2, risposta ironica al brano Estate dimmerda di Salmo (2017), dopo essere stato citato in 64 Bars. A distanza di sole 24 ore arriva la replica di Salmo con Dove volano le papere, evidente richiamo al titolo dell'album di Luchè. "Oggi gli stringerei la mano, senza affrontare il discorso, perché per me c'è poco da dire", ha detto il rapper dopo tempo.   Ospite nel podcast di Luca Casadei a One More Time, Luchè ha parlato della sua infanzia complicata vissuta nelle periferie di Napoli e segnata anche dalla separazione dei suoi genitori. "I miei sono persone di cultura, sono degli insegnanti, mia madre ha preso anche una seconda laurea come medico. Questa è stata la mia fortuna perché sono cresciuto negli anni della ferocia della periferia napoletana. Sono stato un bambino estremamente difficile da controllare, ero esuberante. I miei genitori non hanno avuto un rapporto bello tra loro; infatti, poi si sono separati quando avevo 14/15 anni". Il rapper ha raccontato di aver vissuto una situazione estrema in prima persona: "Avevo 18 anni. Questo ragazzo mi caricò la pistola in testa, però non sparò. Litigammo per una cosa futile. Non andammo via, ero in macchina con degli amici e poi loro tornarono, erano andati a prendere evidentemente la pistola, quando ci vide ci tagliò la strada e noi fummo costretti a frenare. Noi provammo a scendere ma con dei calci ci chiusero di nuovo in macchina e con il manico della pistola mi ruppe tutto il vetro addosso, avevo pezzi di vetro ovunque e mi caricò la pistola in testa, però non mi sparò". La gestione dell'ansia che spesso tormenta la sua quotidianità: "Io soffro di ansia. Ho dei breakdown nervosi. Una sensazione costante di sentirsi in ritardo, una corsa contro il tempo. Mi alzo e per me è già tardi e quindi vivo tutto in ansia. Non riesco neanche ad allenarmi con la musica perché inizio a pensare e sono già in studio con la testa. Soffro di attacchi di panico ancora oggi, ho imparato a gestirli con il respiro".  A 'Tv Sorrisi e Canzoni', l'artista ha raccontato che il brano è una canzone che dice molto di lui: "Succede a tanti di sentirsi prigionieri in un labirinto, specie a chi ha un'anima sensibile. Quanto a me, sto ancora cercando la via d'uscita. Sono una persona complicata, che non si accontenta di essere 'abbastanza', ma vuole spingersi oltre, anche fallendo, ma spesso anche vincendo".  Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto Nulla è per sempre nel rimorso l'odio annega potevamo rimanere in contatto E invece niente siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota L'orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga La notte è nera asfalto aspetto l'alba che mi trova Un po' di luce Adesso che non riesco più ad immaginarti E non ho voce Nemmeno per gridare che lo so che parti Solo per stare lontano via da me Stai meglio lontano via da me Non abbiamo più scuse Quanto ci vuole per dimenticarsi E quello che so di te È che sei bella come una bugia Detta per non piangere Non piangere Non dormirò più tra le braccia tue In questo labirinto siamo in due E quello che so di te Nasconde un po' di me Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Non conta l'ego contano i concetti Nessuno l'ha capito competiamo con noi stessi Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti Quando non so chi sono Me lo urlano ai concerti Di crisi già ne ho avute L'inverno con le tute Le corse e le cadute Scontrarsi a mani nude Mentre gli altri giocano Io mi distinguo tra pochi che osano E troverò Un po' di luce Adesso che non riesco più ad immaginarti E non ho voce Nemmeno per gridare che lo so che parti Solo per stare lontano via da me Stai meglio lontano via da me Non abbiamo più scuse Quanto ci vuole per dimenticarsi E quello che so di te È che sei bella come una bugia Detta per non piangere Non piangere Non dormirò più tra le braccia tue In questo labirinto siamo in due E quello che so di te Nasconde un po' di me Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Le chiavi dell'uscita Le ho messe nelle mani tue Ma in questo labirinto siamo in due Siamo in due Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi.  
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