Farmaci, Lorenzin: “Italia punti su ricerca e politiche evidence-based”

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(Adnkronos) – "A fine 2018 l'Italia era il primo hub farmaceutico d'Europa e le terza potenza per capacità di elaborare ricerca. Eravamo molto avanti nelle sperimentazioni cliniche. Però nel frattempo gli altri si sono dati una mossa, si è ridisegnato il mondo: la Spagna ha accelerato con operazioni intelligenti e si è 'portata via' centinaia di milioni di euro in ricerca; la Germania ha fatto il 'medical Act' per chi fa sperimentazioni nel Paese, così anche la Francia. Ci muoviamo in un contesto globalizzato, l'Italia fatica a capire che questo è uno dei punti di successo, occorre fare politiche di salute puntate sull'evidence-based. Poi salverei il tema delle vaccinazioni e riporterei al centro della politica azioni mirate sull'evidence based, così investiamo su quello che ci serve e non su quello che ci piace". Così la senatrice Beatrice Lorenzin, ex ministro della Salute, nel suo intervento all'incontro 'Innovaction-Dialoghi sull'innovazione accessibile', promosso da Gsk e Adnkronos a Roma, realizzato con il patrocinio di Farmindustria e dedicato all'innovazione in ambito sanitario. Sulle liste d'attesa "ci fa piacere che Meloni dica che sono
inaccettabili e che i tempi lunghi rimangono. Ci fa piacere che abbia
preso atto di quello che diciamo da più di due anni. Non può esserci
scaricabarile, né può pensare di scaricare la responsabilità sulle
Regioni". "Meloni deve prendere la responsabilità su se stessa e sul
ministro dell'Economia e delle Finanze: hanno definanziato il Fondo
sanitario, dove mancano almeno 6 mld. Risorse per la riforma del
territorio, che non hanno fatto – elenca Lorenzin – Aumentare gli
stipendi dei professionisti, altra cosa che non fanno fatto;
riorganizzare le reti di assistenza e presa in carico, non fatto; una
riforma dell'accesso del farmaco, neanche questo fatto".  
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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