Atalanta, col Genoa deve ritrovare voglia e garra

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De Rossi, questa volta, la vuole portare a termine 11 contro 11. Le precedenti due partite, quella in Coppa Italia e quella in campionato a Genova, ha visto la sua squadra soccombere, ma con un uomo in meno. E in aggiunta vorrebbe anche uscire dalla New Balance Arena con dei punti.

Di contro trova un’Atalanta un po’ sfiancata dalle fatiche, ma sarebbe brutto per Palladino finire maluccio un campionato che era riuscito a raddrizzare. Aprile è stato il mese del redde rationem. Tutti gli incontri decisivi sono stati persi. A partire con la Juventus (perso il treno per la lotta Champions), con la Lazio (perso il treno che portava alla finale di Coppa Italia e dritti alla Europa League), col Cagliari (perso definitivamente il treno per la lotta all’Europa League).

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Ora a maggio, con le ultime quattro gare: Genova (questa sera), Milan, Bologna e Fiorentina cosa rimane? Rimane almeno l’orgoglio di finire al settimo posto che, se la Coppa Italia dovesse andare in bacheca dell’Inter significa partecipare alla Conference League.

E c’è anche un aspetto che riguarda il mercato. La società vorrà valutare alcuni giocatori in vista del prossimo calciomercato. Chi merita di rimanere? Chi può diventare la plusvalenza sacrificabile alla luce del bilancio finanziario? Chi può essere ritenuto a fine corsa vista l’età e l’usura di questi ultimi dieci anni giocati ad alta intensità?

Da qui potrebbero derivare anche alcune scelte di formazione. La rosa è sicuramente qualitativa anche nella sua profondità. Spesse volte l’Atalanta ha vinto con gli inserimenti a gara in corsa. Oggi come oggi, con le cinque sostituzioni, ormai le formazioni si devono leggere non con 11 giocatori titolari, bensì con 15-16. E l’Atalanta ha dimostrato di averne tanti e tutti di qualità. A gennaio, ricordiamo, l’Atalanta si è privata di Lookman e Brescianini. Nonostante ciò la rosa è rimasta folta e competitiva.
Ha perso smalto nella concretizzazione delle azioni da gol, ma ha compiuto un percorso interessantissimo in Champions, è arrivata in semifinale in Coppa Italia e ora è settima in campionato.

I tifosi meritano rispetto, così come la società e i giocatori devono dare il massimo sino alla fine e non sentirsi ormai appagati o disillusi dalle ultime vicende.

Palladino più che a fare da allenatore in questo periodo è chiamato a fare lo psicologo per lavorare sulla testa dei suoi giocatori e tenerli tutti sulla corda. Manca poco, poi si vedrà. Intanto si cominci a vincere contro il Genoa.