(Adnkronos) – L’Italia è un Paese centrale nella strategia europea di Byd, non solo come mercato, ma anche come piattaforma per design, marketing e ricerca. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Stella Li, Executive Vice President e CEO Americas, Europe and Mena di Byd Company Limited. Li presenta Byd come "un’azienda di ingegneri". Il gruppo, spiega, ha quasi un milione di dipendenti e oltre il 10% lavora nell’ingegneria. Gli ingegneri dedicati alla ricerca e sviluppo sono 120mila e l’azienda, secondo i numeri indicati dalla manager, sviluppa 52 brevetti per giorno lavorativo. È da questa base tecnologica che nasce la strategia del gruppo cinese: entrare nei mercati non solo vendendo automobili, ma usando la tecnologia per cambiare l’esperienza di guida e la vita quotidiana delle persone. In Europa, il principale ostacolo alla diffusione dell’elettrico resta la prudenza dei consumatori. Molti automobilisti esitano a passare ai veicoli elettrici perché temono la carenza di infrastrutture di ricarica e soffrono ancora la cosiddetta "range anxiety", l’ansia da autonomia. Per rispondere a queste preoccupazioni, Byd ha sviluppato la tecnologia Dmi, pensata per consentire un uso elettrico nei tragitti quotidiani e una modalità ibrida plug-in nei viaggi più lunghi, con consumi ridotti. Il nodo infrastrutturale resta però decisivo. Secondo Li, le tre sfide principali per il settore nei prossimi anni saranno la rete di ricarica, le prestazioni a basse temperature e i tempi di ricarica. Da qui lo sviluppo della ricarica flash, con stazioni da un megawatt che, secondo la manager, possono rendere l’auto pronta in cinque minuti e portare la batteria dal 10 al 97% in nove minuti. Anche con temperature fredde, aggiunge, servirebbero solo tre minuti in più. Byd lavora anche a una soluzione che combina caricatore e batteria, pensata per i luoghi in cui la rete elettrica non ha potenza sufficiente. Secondo Li, il sistema può essere installato dove siano disponibili almeno 100 kilowatt, senza aggiungere ulteriore pressione alla rete, sfruttando l’elettricità nelle ore serali e immagazzinandola nelle batterie per alimentare caricatori da uno a tre megawatt. L’Italia, in questo quadro, ha un ruolo particolare. "È un Paese molto importante per noi", sottolinea Li. Byd ha un grande ufficio a Milano e ha creato una design house nel capoluogo lombardo. In prospettiva, questa presenza potrà diventare un quartier generale per il marketing e per il design fuori dalla Cina. La società intende inoltre spingere molto sulla ricerca e sviluppo nel nostro Paese. Li cita anche il progetto Marco Polo, realizzato insieme al professor Jeffrey Sachs, come simbolo di una nuova via della seta elettrica. Se 750 anni fa Marco Polo impiegò anni per arrivare in Cina, il nuovo viaggio sarà percorso con auto elettriche Byd, partendo da Roma e attraversando circa 12 Paesi per 15mila chilometri in 43 giorni. Lungo questo percorso, definito "secret road", Byd installerà più di 15 caricatori flash per sostenere il viaggio.
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