(Adnkronos) – "Quando c'è una condanna non si è mai contenti, ma ritengo questa sentenza giusta". E' quanto ha detto all'Adnkronos il procuratore capo di Acoli Piceno, Umberto Monti, commentando la condanna all'ergastolo e a tre mesi di isolamento di Massimo Malavolta, accusato dalla corte di assise di Macerata di aver torturato e ucciso la moglie Emanuela Massicci il 19 dicembre 2024 in casa della donna, a Ripaberarda di Castignano, ad Ascoli Piceno. "Faccio questo lavoro da oltre 30 anni, mi occupo e mi sono occupato di vicende terribili, di donne maltrattate e uccise, e non ho mai visto una persona con tante lesioni addosso. Torturata, uccisa al termine di una agonia lunghissima sotto gli occhi dei figli piccoli. Segregata in casa, ridotta a un oggetto. Tuttora rabbrividisco". "Naturalmente è una sentenza primo grado, la difesa si è concentrata sull'incapacità di intendere e di volere – spiega il procuratore – ma la Corte, come da mia richiesta, ha ritenuto che la perizia fatta in sede di incidente probatorio fosse stata fatta molto bene. Seppur di recente introduzione, il reato di tortura c'è davvero tutto insieme a quello di maltrattamenti, iniziati tra gennaio e febbraio 2024. A metà dicembre è invece iniziata la tortura, con piccoli tagli e abrasioni sulla testa, con l'uso di oggetti metallici per fare degli stampi sulla pelle. La vittima aveva in testa tantissime lesioni, graffi: in alcuni punti le è stata portata via la pelle. Aveva lesioni vecchie e altre recentissime, in tutto il corpo: pugni, botte, anche diverse fratture, tagli all'orecchio, segni con il coltello anche mentre stava morendo. In diverse occasioni, i figli piccoli hanno cercato di fermarlo. A volte smetteva, altre cacciava i bambini riusciti a entrare nella stanza, davanti alla mamma insanguinata. Malavolta ha tratti di personalità borderline, aggressività, mancanza di empatia ma – sottolinea il procuratore – non tali da giustificare l'incapacità di intendere e di volere". L'uomo, secondo quanto emerso nel corso delle indagini "aveva organizzato le sue condotte – precisa il procuratore -. Ha fatto in modo, mentendo ai genitori della moglie, che non andassero a vederla. Mentiva dicendo che stava male, organizzava il trasporto dei figli perché non fossero soli in casa: in una occasione, infatti, il figlio era riuscito a entrare sorprendendo la madre in difficoltà e tentando di salvarla. Quando ho ascoltato le deposizioni dei ragazzini, ascoltati dagli psicologici, le ho trovate terribili. Malavolta non aveva deliri mentali, ha fatto torture che hanno causato la lunghissima agonia della moglie, una donna ridotta a un oggetto, alla quale nemmeno dava più da mangiare, isolata da tutti. In sede di interrogatorio non ha risposto, in udienza non è mai venuto. Ha fatto 6 colloqui con gli psichiatri, alcuni sotto farmaci, e non risulta che abbia pentimento. D'altronde già nel 2015 aveva picchiato una donna, allora sua fidanzata, in presenza del padre di lei invalido. Ma da lì non risultava più niente, nessuna richiesta di aiuto, una denuncia, una segnalazione. Nulla". "Il direttore del personale nell'azienda dove Malavolta lavorava come tecnico specializzato, nel 2023, avendo riscontrato atteggiamenti aggressivi all'interno, aveva richiesto e ottenuto un accertamento sanitario obbligatorio. Ma la moglie non ha mai chiesto aiuto. Non ha mai denunciato nulla, i figli la ricordano con occhi neri e lividi, le amiche hanno raccontato che vestiva a coprire sempre le braccia, che si truccava sempre molto, e solo ora capiamo il perché. Aveva venduto i suoi gioielli perché privata anche del telefono e della carta di credito. Nessuno si è mai accorto di nulla". Malavolta "mentiva ai suoceri, dicendo che stava male e non poteva vederli, rimandava a casa gli amici che bussavano alla loro porta. E ha mentito anche quando è morta e ha chiamato il 118 dicendo che la moglie non respirava più". (di Silvia Mancinelli)
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