In questa notte di luna piena l’AlbinoLeffe stava per assaporare la prima vittoria casalinga. Contro l’Alcione Milano si era portata con grande impegno sull’1-0 al 66’ per la rete di Mandelli. E, invece, come già successo precedentemente, i blucelesti si fanno rimontare al 90’. Festa rovinata per una disattenzione. Peccato. Alla fine giocatori e allenatore sono rammaricati, ma una spiegazione c’è.
Intanto c’è da dire che l’Alcione non ha rubato nulla. Il pareggio è frutto di un’ottima partita eseguita da entrambe le squadre con grande impegno. Il primo quarto d’ora la squadra di Milano mette in difficoltà l’AlbinoLeffe con i suoi avanti che non danno punti di riferimento. Gusu è costretto a rincorrere a uomo Pitou a tutto campo e spesso lo costringe a uscire dalla sua posizione, anche se Orfei (il migliore questa sera) sa coprire molto bene i vuoti lasciati dal romeno.
Poi l’AlbinoLeffe riesce a capire meglio i movimenti della squadra di Cusatis e la partita diventa gradevole. L‘AlbinoLeffe dà l’idea di essere squadra solida e ben assortita. L’assenza dell’ultimo minuto di Sali, che ha accusato un problemino all’adduttore, viene sostituito da Sassi che va a fare coppia con Desogus, questa sera in veste di centravanti di movimento.
Ed è proprio da una sua azione personale e insistita che nasce il gol. Il numero 70 entra in area, supera due avversari si porta sulla linea di fondo e rimette la palla indietro per l’accorrente Mandelli che con un colpo preciso infila il portiere Nava alla sua sinistra.
Sembra fatta. L’AlbinoLeffe è in pieno controllo. Poi avvengono i cambi. Di qua e di là. Alla fine hanno prevalso quelli dell’Alcione. Sui cambi l’AlbinoLeffe ha perso qualcosa e ne ha pagato le conseguenze.
La ragione della sconfitta cui si accennava più sopra sta proprio qui. Vi sono squadre (e l’AlbinoLeffe è una di queste) che per fare cassa sono costrette a inserire in partita giocatori giovani che fanno minutaggio (l’espressione è tecnica), che significa prendere soldi per la loro apparizione in campo. Ma così facendo la squadra si indebolisce e gli ultimi dieci minuti di solito si trasformano in un terno al lotto. A meno che, come successo ad Alessandria, ti trovi in vantaggi di tre gol.
L’Alcione gli ultimi dieci minuti ha tentato il tutto per tutto per riprendere la gara. E tra l’87’ e il 90’ ha creato almeno tre nitide palle-gol fino alla rete di Morselli, che di testa ha raccolto uno splendido cross di Pitou al centro dell’area e ha battuto Baldi.
Il risultato di 1-1 è equo. Anche se prendere gol al 90’ non fa mai piacere. Ma Zaffaroni, che già aveva accennato a una certa fragilità mentale dei suoi, ci deve ancora lavorare. Soprattutto quando c’è da difende in casa un risultato che vale tre punti. Non ci si può permettere di far calare l’attenzione fino al fischio finale.
Le note positive: Ballo sta crescendo. Ha ancora molto da imparare sul ruolo, ma questa sera ha fatto vedere cose interessanti. Gusu sta tornando su buoni livelli. Di lui c’è tanto bisogno. Orfei ha giganteggiato. La difesa si dimostra solida e il centrocampo unisce qualità a quantità.
ALBINOLEFFE-ALCIONE MILANO 1-1
RETI: 21′ st Mandelli (ALB), 90′ Morselli (ALC).
ALBINOLEFFE (3-5-2): Baldi; Gusu (38′ st Colombi), Potop (c), Sottini; Orfei (38′ st Sciacca), Agostinelli, Mandelli, Ciko (23′ st Lombardi), Ballo; Desogus (23′ st Stanzani), Sassi (45′ st Simonelli). All. Marco Zaffaroni. A disposizione non entrati: Generali, Michielin, Garattoni, Franchini, Faggi, Trapletti, Botti, Gamba.
ALCIONE MILANO (4-3-3): Nava; Sadotti, Pirola, Miculi, Trapani; Lopes (32′ st Lanzi), Galli (c) (32′ st Rebaudo), Braida (32′ st Chierichetti); Pitou, Morselli, Zini. All. Giovanni Cusatis. A disposizione non entrati: Raffaelli, Baldacchino, Ciappellano, Muroni, Rolfini, Puzzoli, Parlati, Lione, Marconi, Andreassi, Mocchi, Gallazzi.
ARBITRO: Enrico Eremitaggio della sezione di Ancona, coadiuvato dagli Assistenti Cosimo Schirinzi di Casarano e Alessia Cerrato di San Donà di Piave e dal Quarto Ufficiale Roland Andeng Tone Mbei di Cuneo. Operatore FVS: Ionut Eusebiu Nechita.













