Milan-Atalanta e il pensiero corre già alla prossima stagione. Le domande fatte a Palladino in conferenza stampa hanno tutte lo stesso indirizzo: sarà ancora lei l’allenatore dell’Atalanta? Cosa serve a questa squadra perché rappresenti il suo calcio? Come venir fuori dal fatto che rispetto agli anni precedenti si segna meno? Ci sono giovani dell’Under 23 o della Primavera che possono far parte del progetto Atalanta della prossima stagione?
Insomma, Milan-Atalanta è stata una presentazione un po’ surreale rispetto alla partita in sé. Mai come in questa partita l’Atalanta sarà arbitro di destini altrui. Incontra un Milan che arriva da una partita negativa e che ha bisogno assolutamente di punti per poter rimanere in corsa per la conquista di un posto in Champions League. Cosa che, ormai, non è più possibile all’Atalanta che ha visto sfumare questa opportunità con la sconfitta immeritata contro la Juventus. Dopo di allora i giocatori sembra abbiano staccato la spina e non sono più arrivate le vittorie.
All’Atalanta rimane l’unico e ultimo obiettivo di rimanere al settimo posto. Cosa che, di fatto, non garantisce nulla se non attendere il risultato della finale di Coppa Italia tra Inter e Lazio. Quella di oggi, stessa partita ma con motivazioni e formazioni rimaneggiate, ha detto che l’Inter può stravincere. Ma in una finale non funziona sempre di logica.
La sconfitta contemporanea di Lazio e Sassuolo fa sembrare indolore anche poter perdere in casa del Milan, in attesa del risultato del Bologna in casa del Napoli. In caso di vittoria dei felsinei al “Maradona”, i rossoblù si avvicinerebbero a tre punti con ancora due partite da disputare e la prossima, non dimentichiamo, è proprio lo scontro diretto Atalanta-Bologna.
L’Atalanta deve credere fino in fondo ed essere contenta se alla fine potrà partecipare alla Conference League. E poter aprire un nuovo ciclo con Palladino.
San Siro è sempre uno stadio affascinante che mette i giocatori nelle condizioni psicologiche di mettersi in evidenza in una vetrina tra le più importanti d’Italia. E le motivazioni scattano da sé. Speriamo in una bella prestazione, ma soprattutto, in un risultato utile.













