Atalanta-Fiorentina 2-0. Palladino ha trovato la cura. Inizia la risalita

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Palladino ha trovato la sua squadra. Cosa che non aveva fatto Juric. Palladino non solo ha trovato la sua squadra, ma ha trovato la squadra che applica a menadito il suo gioco. Quello che si prova in allenamento lo ritrova applicato in campo.

Con la Fiorentina non era partita facile, perché i Viola sono tutto fuorché una squadra di morti. È un periodo che non gli butta bene. Un po’ di sfortuna se si vuole chiamarla così, ma la qualità di questa squadra c’è tutta. 9/11 della formazione di questa sera sono gli stessi uomini che l’anno scorso Palladino ha portato in Conference con 65 punti.

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Al 5’ il primo squillo è proprio della Fiorentina con Piccoli che sfiora il gol dopo che Kean aveva impegnato Carnesecchi, respingendo in angolo ma sfiorando il proprio palo anche il tiro dell’ex atalantino.

Poi è un tentativo di andare a far male verso la porta dei viola. Al 12’ un ispiratissimo De Ketelaere offre a Scamacca la palla che tira verso De Gea, ma esce un tiro centrale.
Al 28’ è Zappacosta a superare con un triangolo con Lookman la linea difensiva dei Viola, ma il suo tiro in diagonale è respinto da De Gea.

La Fiorentina applica un solo schema, eccessivamente noioso. De Gea lancia in avanti a scavalcare il centrocampo atalantino in cerca delle spizzate di Piccoli o di Kean. Al 36’ Piccoli sfugge a Hien e impegna Carnesecchi.

La risposta dell’Atalanta però è costante. La squadra di Palladino attacca e difende insieme. E quando attacca alza la linea di difesa fino a centrocampo. Ogni volta che ha la palla cerca De Ketelaere o verticalizza sugli attaccanti.

Il primo tempo si conclude con l’Atalanta in vantaggio. Al 41’ Kossounou, che si trova sempre in superiorità numerica in avanti attratto da Sohm, tenta un cross verso l’area che si trasforma in un pallonetto meraviglioso che si infila sotto il sette alla destra di De Gea.

Inizia la festa. L’Atalanta, finalmente, ha rotto l’incantesimo. Da lì in avanti si susseguono azioni brillanti, ariose e partecipate. Lookman è sempre più in forma. Scamacca pure. De Ketelaere sta diventando un tuttocampista-regista-trequartista che fa girare la squadra come pochi. Il belga ha classe da vendere. Quando parte in progressione è difficile fermarlo.

Al 52’ colpisce di prepotenza con un colpo di testa un cross da angolo, De Gea respinge sui piedi di Lookman che non si fa pregare e spedisce la palla sotto l’incrocio. La Nord esplode di gioia.

La Fiorentina tenta una reazione, Vanoli mette in campo tutti gli attacanti e i giocatori offensivi che può ma ottiene soltanto un palo colpito da Kean, frutto di un colpo di testa.

Da questo 2-0 l’Atalanta comincia la risalita in campionato. Djimsiti arriva in sala stampa e risponde che con Palladinoè cambiato tanto. Ci mancavano alcune cose come l’entusiasmo, la fiducia e l’intensità. Questa è la vera Dea. Chi gioca dà sempre tutto in campo. Vogliamo fare grandi cose. Dobbiamo continuare così”.

Poi arriva anche Palladino che dice: “Era importante vincere: Abbiamo giocato e difeso da squadra, Vedo tutti i giocatori coinvolti. Dobbiamo risalire la classifica. Ho un parco attaccanti veramente forte. Così forte non l’ho mai avuto. Abbiamo grandi qualità. Lookman? Gli ho parlato e ci siamo trovati d’accordo. Tutt’e due vogliamo la stessa cosa: portare l’Atalanta più in alto possibile”.

Palladino spiega che ha alzato l’intensità negli allenamenti e che i giocatori recepiscono al volo le cose che dice. Avanti. Mercoledì c’è da superare l’ostacolo Genoa agli ottavi di finale di Coppa Italia. Non c’è due senza tre…

ATALANTA-FIORENTINA 2-0

Reti: 41′ Kossounou, 52′ Lookman.

Atalanta: Carnesecchi, Kossounou, Hien (87′ Kolašinac), Djimsiti, Bellanova, de Roon, Éderson (68′ Pašalić), Zappacosta (68′ Zalewski), De Ketelaere, Scamacca (77′ Krstović), Lookman (77′ Kamaldeen). A disposizione: Rossi, Sportiello, Musah, Samardžić, Brescianini, Bernasconi, Ahanor, Maldini. Allenatore: Raffaele Palladino.

Fiorentina: De Gea, Pongracic, Pablo Marì (75′ Comuzzo), Ranieri, Dodo (64′ Fortini), Mandragora, Fagioli (64′ Gudmundsson), Sohm (79′ Ndour), Parisi, Piccoli (79′ Richardson), Kean. A disposizione: Lezzerini, Martinelli, Dzeko, Nicolussi Caviglia, Viti, Kouadio, Kouamé. Allenatore: Paolo Vanoli.

Arbitro: Matteo Marcenaro di Genova (assistenti Alessandro Cipressa di Lecce e Paolo Laudato di Taranto, IV ufficiale Simone Sozza di Seregno, V.A.R. Giacomo Camplone di Lanciano, A.V.A.R. Daniele Doveri di Roma 1).

Note: ammoniti Pongracic (F), Pablo Marì (F), Mandragora (F), Hien (A).