Ora è certissimo. C’è una squadra che inizia le partite e c’è una squadra che le finisce. Due diversi volti ad ogni gara, per ogni esigenza. Questa sera l’emergenza era quella di superare un certo stallo nel gioco nerazzurro per riuscire a recuperare una gara che si stava perdendo. De Ketelaere si è capito da subito che non riusciva nelle sue solite giocate. Troppo poco per essere incisivo. Lookman chiamato poco in causa. Pasalic costretto a rincorrere Rovella che a fine gara ha macinato più di 13 chilometri (una mostruosità).
Ogni volta che l’Atalanta incontra squadre che la aggrediscono, fa fatica a ingranare.
Nel secondo tempo, quando ha capito un po’ meglio come prendere le misure a questa Lazio, allora Ederson è stato più incisivo e di conseguenza anche Lookman, supportato meglio dalla vivacità di Cuadrado. Samardzic è risultato efficace nelle sue giocate a creare geometrie e Kossounou ha contrastato meglio la forza di Tavares e Zaccagni. Ecco che il ritocco alla squadra di Gasperini ha prodotto i suoi effetti benefici.
Ne è venuta fuori una partita dai due volti, dove però si è messo in evidenza come i nuovi entrati hanno cambiato la partita.
Aggiungiamo gli ultimi due entrati: Zaniolo e Brescianini. Perché Gasperini li vuole tutti a spingere in avanti e farsi trovare in numero elevato dentro l’area.
Alla fine è scaturito un pareggio. L’Atalanta l’ha ripresa quasi a fine corsa, dopo aver sfiorato il gol più volte. Era importante non perdere e la Dea ha portato a termine l’operazione anche grazie a Carnesecchi, che si sta rivelando sempre più decisivo in questa stagione.
Non si sente più Gasperini lamentarsi per la rosa troppo lunga perché tra infortuni, squalifiche e appuntamenti con tutti i tornei in programma, questa rosa serve tutta e, ancora, manca qualcuno all’appello come Scalvini e Scamacca.
Già giovedì a Riad c’è da giocare la semifinale di Supercoppa contro l’Inter e non c’è da risparmiare una goccia di sudore. Quindi viva la qualità della rosa di questa Atalanta.