Champions League, l’Atalanta sogna e ci crede nonostante il Dortmund parta avvantaggiato di due gol

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Quello contro il Dortmund, per l’Atalanta, è il primo bivio di stagione. Siamo un po’ alla resa dei conti. Si gioca una partita da dentro o fuori. A disposizione dei nerazzurri ci sono 90 minuti + eventuali tempi supplementari + eventuali rigori. L’Atalanta parte con l’handicap di due gol a favore dei tedeschi di Kovac e per passare il turno dovrà segnarne tre, sempreché il Borussia non ne faccia. Altrimenti occorre vincere con tre gol di scarto.

Niko Kovač, allenatore del Borussia Dortmund, la pensa così: “Abbiamo una buona possibilità. Dobbiamo giocare la nostra partita, come abbiamo fatto a Dortmund. Dobbiamo spingerci al limite e cercare di ripetere gli aspetti positivi dell’andata. Non vogliamo limitarci a gestire il risultato, giocare per uno 0-0 non è mai un’opzione. Se riuscissimo a segnare subito, ci darebbe molta fiducia“.

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Si prospetta una partita intensa, bella, emozionante che cova, però, un grosso pericolo. Quello di poter subire un gol. Che sarebbe devastante. Se, al contrario, fosse l’Atalanta ad andare in vantaggio nei minuti iniziali, allora la partita si aprirebbe in modo spettacolare.

Palladino e i giocatori nerazzurri hanno analizzato la gara di andata. Gli errori commessi. I punti deboli della squadra avversaria. Si dovrebbe ricominciare da quel secondo tempo, che aveva dato più garanzie rispetto al primo. Palladino dovrà essere bravo a non sbagliare la formazione iniziale e la partita di domenica scorsa, con il Napoli, potrebbe aver dettato alcune soluzioni di partenza come inserire dal primo minuto Samardzic e Scamacca con il ritorno a centrocampo di Ederson.

Dovrà essere la migliore Atalanta in assoluto, che deve fornire la miglior prestazione di stagione e stupire il mondo degli amanti del calcio. Le qualità non mancano, la voglia nemmeno e il sogno, si sa, fa fare cose impensabili e raggiungere limiti mai raggiunti prima.

L’unica filosofia accettabile, al di là di ogni sistema di gioco proposto o dei giocatori che entreranno in campo dal primo minuto, è sintetizzata nel concetto che si deve gettare il cuore oltre l’ostacolo. Basta crederci. E i 23 mila che affolleranno la New Balance Arena ci credono. Ci crede anche Palladino che ha chiesto ai suoi ragazzi di uscire dal campo senza rimpianti. Dopo aver dato tutto e provato in tutti i modi a restare dentro la partita, indipendentemente dal risultato. Si impara anche dalle sconfitte. Ma sarebbe bello, anzi bellissimo, poter commentare un passaggio del turno agli Ottavi di finale di Champions League.