Come giocherà l’Atalanta di Sarri? Confrontiamo il gioco visto quest’anno con la Lazio

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All’Atalanta arriva Sarri, manca solo l’ufficialità. Non appena la società avrà definito la risoluzione del contratto con Palladino, farà seguire immediatamente l’annuncio ufficiale dell’assunzione di Maurizio Sarri a direttore tecnico sulla panchina della squadra nerazzurra di Bergamo.

L’Atalanta non vorrà avere tre allenatori a libro paga sino a giugno 2027: Juric, Palladino e Sarri, appunto.

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Fatta questa doverosa precisazione ci si chiede come cambierà l’Atalanta. Come opererà sul mercato in base alle idee di gioco dell’allenatore toscano. L’ultima apparizione del gioco di Sarri la si è vista con la Lazio nella stagione appena trascorsa. Il tecnico toscano aveva ereditato però una situazione complessa, perché la rosa era stata costruita per un progetto tattico differente e, a causa del blocco del mercato, non ha avuto alcuna possibilità di intervenire per adattarla ai propri principi di gioco. Questo ha obbligato Sarri a un percorso di compromesso, in cui ha dovuto ricalibrare idee e meccanismi consolidati sulle caratteristiche di un gruppo modellato per un calcio diverso dal suo.

A Bergamo, invece, Sarri avrà a disposizione tutto quel che serve per approntare una squadra fatta a sua immagine e somiglianza. A partire dal direttore sportivo, Cristiano Giuntoli, arrivato in sostituzione di Tony D’Amico e che tanto bene in coppia con Sarri aveva fatto a Napoli.

Ma qual è il sistema di gioco prediletto da Sarri? Lui ama schierare la sua squadra sulla carta con un 4-3-3 modificando il sistema di gioco in base alle fasi dell’azione. In fase di possesso la Lazio ha giocato partendo con un 3-1-3-3 con Rovella (che potrebbe portare a Bergamo) che si abbassa nel ruolo di play e con Tavares che partendo dalla linea dei due difensori centrali può avere campo per lanciarsi e duettare con i compagni attraverso triangolazioni e scambi.

Lo scopo di Sarri è quello di mantenere il possesso del pallone anche sotto pressione cercando di non buttarlo mai, anche prendendosi qualche rischio. La chiave sono gli scambi quasi meccanici tra i giocatori uniti a un gioco che punta molto sull’ampiezza e la creazione degli spazi offensivi.

In fase di non possesso il sistema di gioco cambia e si passa ad un 4-4-2 che può essere interpretato in vari modi a seconda dell’intensità che si vuole mettere nella pressione.
In alternativa la squadra può schierarsi anche con un 4-5-1 abbassando le ali sulla linea dei centrocampisti e formando una linea a cinque uomini. (Fonte: Assoanalisti)