Un pomeriggio dedicato al ricordo di “un calcio che non finirà”, nel segno di un uomo che fu artefice tra gli anni ’50 e ’70 del fiorente settore giovanile dell’Atalanta. Sabato 28 febbraio alle 16 è in programma presso la Biblioteca Civica di Albino in via Mazzini 68, la presentazione del libro “I ragazzi del dottor Brolis” dedicato a quel Giuseppe Brolis che seppe coltivare campioni come Pizzaballa, Domenghini, Scirea, Cabrini, Signori e Inzaghi, legato alla natia Verdello ma anche a Juventus, Cremonese e Piacenza. A proporre i contenuti del volume saranno Maria Teresa Brolis (figlia del protagonista) e Marco Carobbio autori del libro. L’incontro è inserito nel ciclo “ApPassionati ad Albino – persone e passioni in condivisione” patrocinato dal Comune.
“Questo libro – sottolinea Maria Teresa – non è la biografia di mio padre. Sia chiaro. Protagonisti sono i suoi “ragazzi” e coloro che lo hanno aiutato a costruire uno stile calcistico, eccellente sul piano tecnico e riconosciuto come umanissimo a livello di rapporti interpersonali. È dedicato ai ragazzi di oggi che possano riscoprire la gioia di giocare a pallone, di divertirsi di trovare amici e adulti che li accolgano con rispetto e che li aiutino a crescere sul campo e nella vita”.
Nel corso dell’incontro proporrà la propria testimonianza il calciatore Mario Mutti, classe 1951, cresciuto nel vivaio atalantino (con cui vinse il Torneo di Viareggio nel 1969) e in campo con Cremonese, Bolzano, Monza, Pergocrema e Leffe.
Nelle circa duecento pagine del libro ci sono più di cinquanta interviste a cuore aperto, ricche di ricordi e aneddoti, a partire da un ricordo speciale per Gaetano Scirea, atleta e uomo esemplare che dall’Atalanta conquistò il mondo con la Juventus e la Nazionale.
“Gaetano Scirea è certamente il culmine dello stile voluto e coltivato da papà Giuseppe e a lui è dedicata la copertina. Nel volume scopriremo però che tanti altri ragazzi hanno condiviso valori e avventure, voglia di vivere e di diventare uomini, senza cedere a mere logiche di mercato o di successo passeggero. Molti di loro sono ancora amici”.













