L’Ajax la vince con il suo gigante Arokodare. Atalanta dall’attacco assente

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L’Atalanta resiste per 87 minuti e poi cade per un errore di valutazione e un po’ di presunzione di Obric che va a saltare per contrastare una palla alta ad Arokodare (197 cm di altezza). Michel la vince proprio così. Volutamente. Visto che non è riuscito a mettere in porta i gol della vittoria attraverso il palleggio, sempre interrotto dall’ottima organizzazione difensiva dell’Atalanta, all’ora di gioco inserisce Arokodare e spera nella sua stazza. Palle lunghe per le spizzate o per i duelli da vincere.

Il gol nasce proprio così: una palla lunga del portiere Ter Stegen verso Arokodare coglie i due centrali atalantini larghi tra loro e nell’uno contro uno il centravanti dell’Ajax ha gioco facile a superare Obric e a infilare Carnesecchi. Spiace per Obric perché fin lì aveva disputato un’ottima partita.

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Il secondo gol arriva a partita ormai finita al 93’ con Ouazane che segna da posizione molto defilata mettendo la palla sotto la traversa. Così l’Atalanta perde la sua prima partita in Conference.

L’Ajax ha esibito una gran capacità di palleggio e di fraseggio con giocatori che avevano l’urgenza di riconquistare subito palla e lo hanno fatto anche con entrate gagliarde al limite del regolamento. Due-tre giocatori ad aggredire i portatori di palla nerazzurri. Il riferimento sempre sull’uomo. E l’Atalanta ha sofferto la sua parte. Ma dalla capacità di saper soffrire l’Atalanta è anche stata in grado di proporsi in attacco, peccato che, però, Scamacca, Elmas, Zalewski e De Ketelaere non abbiamo trovato l’occasione giusta per poter far male ai lanceri. Anzi, l’attacco nerazzurro è stato proprio il grande assente della partita. E anche Gaetano e Ederson non sono riusciti a trovare il tempo per un tiro insidioso quando ne hanno avuto la possibilità.

Mentre Carnesecchi, Kristensen e Bellanova sono le certezze di questa squadra. Bellanova con le sue accelerazioni ha spesso vinto i suoi duelli personali. È mancato purtroppo in alcuni cross dentro l’area. Raoul sta diventando un punto di riferimento preciso della squadra di Sarri e un trascinatore. Così come Kristensen che in mezzo all’area si trova a suo agio e non commette errori. Carnesecchi è una certezza, ma poi su alcune situazioni non è che può arrivare ovunque.

Una cosa è parsa chiara. Ad un certo punto la squadra ha abbandonato le idee di Sarri e le cose migliori le ha fatte ritornando al riferimento sull’uomo, specialmente quando c’era da andare a pressare sulla trequarti o a centrocampo. Lo si è visto diverse volte con giocatori che il pressing sui portatori di palla biancorossi lo facevano in solitaria e non da squadra come predica Sarri. Segnale che questa Atalanta fa fatica a perdere quel Dna praticato per dieci anni.

Perdere in casa contro l’Ajax, squadra tra le pretendenti alla vittoria finale della Conference League, non suona strano. E nulla è compromesso. Ma domenica arriva il Frosinone e in campionato il ritardo sulla tabella di marcia è marcato (quattro sconfitte e tre vittorie). Mentre il Frosinone sta emergendo come squadra rivelazione. Aspettiamoci una formazione con un po’ di cambi, visto che il turn over praticato dal mister è ormai sgamato. C’è bisogno di recuperare fiducia e serenità.

AJAX-ATALANTA 2-0

Rete: 87′ Arokodare (AJ), 90’+3 Ouazane (AJ).

Ajax: Ter Stegen, Rosa, Bouwman, Baas, Wijndal, Amrabat, Klaassen (62′ Tsygankov), Mokio, Brandt (90’+2 Janse), Marcos Leonardo (67′ Arokodare), Gloukh (62′ Ouazane). A disposizione: Heerkens, Paes, Kehrer, Torrents, Bounida, Pugno, Abdalla. Allenatore: Michel.

Atalanta: Carnesecchi, Bellanova, Kristensen, Obrić, Zappacosta, Gaetano (80′ Pašalić), Éderson, Elmas (80′ Rowe), De Keteleare (62′ Samardžić), Zalewski, Scamacca (72′ Krstović). A disposizione: Sonzogni, Sportiello, Idele, Levak, Bernasconi, Bonanomi, Isoa. Allenatore: Maurizio Sarri.

Arbitro: António Nobre (POR). Assistenti: Nelson Pereira (POR) e Francisco Pereira (POR).
IV ufficiale: David Rafael Oliveira Da Silva (POR). V.A.R.: Juan Martinez Munuera (ESP). A.V.A.R.: Ana Cláudia Silva RIberio (POR).

Note: recupero 1′ e 3′; ammoniti Amrabat (AJ), Samardžić (AT), Zalewski (AT) e Ter Stegen (AJ).