Sarri cede alla tentazione e mette in campo il 4-2-3-1. Persino Basic rimane stupito (“non me l’aspettavo, lui gioca sempre con il 4-3-3″). Reminiscenze laziali. Il risultato è che dopo mezz’ora l’Atalanta si trova in vantaggio di tre gol.
Pressione alta, intensità, giocate in velocità e attaccare la linea difensiva del Venezia che accetta l’uno contro uno. De Ketelaere dietro la punta Krstovic con a fianco Elmas a destra e Rowe a sinistra. Così i nerazzurri mettono in difficoltà il Venezia, la cui difesa sembra piuttosto fragile. Tanto è vero che dopo 4’ Kessie, imbucato da Krstovic si trova solo davanti a Stankovic e lo scavalca con il più dolce degli scavetti. Il comandante è tornato al gol.
La sua presenza in mezzo al campo si fa sentire. La sua autorevolezza, il suo modo di stimolare i compani è eccezionale.
al 7′ dopo soli tre minuti Elmas chiama uno schema a incrociare. Dai blocchi Krstovic si stacca da dietro e si trova solo al centro dell’area, proprio dove arriva la palla e di testa insacca a incrociare.
L’Atalanta dà spettacolo. Il Venezia sembra piccolo piccolo. Al 20’ De Ketelaere tenta un tiro ravvicinato; troppo centrale e facile preda di Stankovic.
Al 31’ una bella iniziativa di Bellanova, che intercetta palla a metà campo e si invola sulla fascia allungando a Rowe, per l’occasione spostatosi a destra. Il bel tiro in diagonale viene respinto da Stankovic e sulla ribattuta Krstovic è lesto a impossessarsi della palla e a rubare il tempo a difesa e portiere per battere per la terza volta (con doppietta personale) il Venezia.
La partita sembra incanalata sui binari della goleada. I colleghi di Venezia prevedono un passivo di cinque. E, invece… al 37’ Hinaut sul secondo palo, dimenticato da Zappacosta raccoglie di testa il cross di Sagrado e batte Carnesecchi.
E qui scatta qualcosa nelle menti degli atalantini ben spiegato da Bellanova in sala stampa a fine partita. “Venivamo da tre sconfitte consecutive e i tre punti questa sera erano di enorme importanza. Quando abbiamo preso il gol, mentalmente abbiamo pensato alle tre sconfitte”. Insomma, mentalmente la squadra si è dimostrata fragile. Si è impaurita. E ha smesso di giocare.
Così nella ripresa si è abbassata e ha lasciato il pallino del gioco in mano al Venezia. 63,9 contoro 36,1 la percentuale a favore dei veneti. Sarri spiega: “Abbiamo fatto un primo tempo di alto livello poi abbiamo pagato qualcosa sul piano fisico e mentale”.
Di fatto i nerazzurri hanno smesso di andare a prendere alto il Venezia e al contrario hanno subito un po’ troppo il loro gioco. Soltanto un po’ di fortuna (due le traverse colpite dai lagunari) e la mancanza di qualità sotto porta dei veneziani ha permesso all’Atalanta di portare a termine la partita in modo vittorioso.
E’ pur vero che qualche occasione in contropiede l’Atalanta se l’è creata sfruttando il fatto che il Venezia si è buttato tutto oltre la metà campo nerazzurra alla disperata ricerca del gol.
Al 67’ i nerazzurri perdono contemporaneamente Scalvini e Bellanova, sostituiti da Kolasinac e Bernasconi. Se per Bellanova non sembra niente di preoccupante. Scalvini dovrà essere monitorato e valutato.
Lo stesso Rowe è stato sostituito perché a un certo punto della gara è uscito di scena. E il fatto di continuare a subire senza riuscire a contrastare il Venezia che nella ripresa ha vinto tutti i duelli e arrivava sempre primo sulla palla, ha portato Sarri a ripristinare il 4-3-3 con l’ingresso di Gaetano al posto di Kessie.
“Dovremo essere capaci di portare il gioco dei primi trenta minuti estendendolo per un’ora. Allora potremo dare fastidio a chiunque”, ha detto Sarri. Ci vuole più coraggio.
Dal canto suo Stroppa, con molto realismo dice: “Non siamo stati bravi rimetterla in piedi. Paghiamo una serie di ingenuità e non simo bravi sotto porta. Dobbiamo fare gol. Sono deluso”. A fine gara i tifosi del Venezia hanno contestato la squadra, mentre i tifosi di Bergamo sono rimasti piuttosto tiepidi.
Allo stadio non si è respirata quell’atmosfera magica ricca di entusiasmo. Molti posti sono rimasti vuoti. C’è della perplessità. In fondo si è vinto, ma non c’è di che festeggiare. Il gioco latita ancora. E domenica si va a San Siro ad affrontare il Milan.
ATALANTA-VENEZIA 3-1
Reti: 4′ Kessie (A), 6′ e 31′ Krstović (A), 37′ Hainaut (V).
Atalanta: Carnesecchi, Bellanova (67′ Bernasconi), Kristensen, Scalvini (67′ Kolašinac), Zappacosta, Kessie (76′ Gaetano), Éderson, Elmas, De Ketelaere (60′ Samardžić), Rowe (76′ Zalewski), Krstović. A disposizione: Sonzogni, Sportiello, Pašalić, Scamacca, Raspadori, Obrić, Idele. Allenatore: Maurizio Sarri.
Venezia Stankovic, Halhal, Juan Jesus, Moreno (83′ Schingtienne), Hainaut, Perez, Shom (87′ Rrahmani), Basic (83′ Helgason), Correia (8′ Sagrado), Yeboah, Adams (83′ Lauberbach). A disposizione: Montipò, Haps, Fanne, Mohammed, Dagasso, Berardi, Panada, Lisman, Fernandez, Gomes Furtado. Allenatore: Giovanni Stroppa.
Arbitro: Paride Tremolada di Monza (assistenti Mattia Regattieri di Finale Emilia e Lorenzo Giuggioli di Grosseto, IV ufficiale Giovanni Ayroldi di Molfetta, V.A.R. Francesco Meraviglia di Prato, A.V.A.R. Marco Piccinini di Forlì).
Note: recupero 1′ e 4′, all’89’ espulso Elmas (A), ammoniti Moreno (V), Juan Jesus (V).
LE PAGELLE
| ATALANTA | VENEZIA | ||
| Carnesecchi | 6.7 | Stankovic | 7.6 |
| Bellanova | 7.2 | Halhal | 6.5 |
| Kristensen | 7 | Jesus | 6.6 |
| Scalvini | 6.5 | Moreno | 5.8 |
| Zappacosta | 6.4 | Hainaut | 7.5 |
| Ederson | 7.2 | Perez | 5.5 |
| Kessie | 7.3 | Sohm | 6.7 |
| Rowe | 6.7 | Basic | 6.9 |
| DeKetelaere | 6.7 | Correia | 5.7 |
| Elmas | 6.5 | Adams | 6.5 |
| Krstovic | 9.3 | Yeboah | 7.1 |
| All.Sarri | 6.79 | All.Stroppa | 6.51 |
| Samardzic | 6.4 | Rrahmani | 6.3 |
| Zalewski | 6 | Sagrado | 7.5 |
| Bernasconi | 6.4 | Helgason | 6.1 |
| Gaetano | 6.1 | Lauberbach | 5.9 |
| Kolasinac | 6.3 | Schingtienne | 6 |












