| ATALANTA | BORUSSIA D. | ||
| Carnesecchi | 6.9 | Kobel | 6 |
| Scalvini | 5.6 | Can | 6 |
| Hien | 7.3 | Anton | 6.1 |
| Kolasinac | 7.1 | Bensebaini | 6.2 |
| Zappacosta | 8.5 | Ryerson | 6 |
| DeRoon | 7.4 | Bellingham | 5.9 |
| Pasalic | 8 | Nmecha | 5.6 |
| Bernasconi | 6.6 | Svensson | 6.3 |
| Samardzic | 7.5 | Beier | 6.4 |
| Zalewski | 7.2 | Brandt | 6.3 |
| Scamacca | 7.9 | Guirassy | 6.2 |
| All.Palladino | 6.99 | All.Kovac | 6.20 |
| Krstovic | 6.3 | Chukwuemeka | 6 |
| Ahanor | 6.5 | Silva | 6.3 |
| Sulemana | 6.1 | Adeyemi | 6.8 |
| Djimsiti | 6.2 | Couto | 5.9 |
Scamacca la apre dopo soli 5 minuti; Zappacosta la rimette in pari al 45’, Pasalic fa andare tutti in delirio al 57’; Adeyemi spegne un po’ di entusiasmo e rimette tutto in pari al 75’ e Samardzic rende reale il sogno al 98’. Cosa dire, se non che è stata una notte magica, di quelle che merita la colonna sonora del duo Bennato-Giannini.
Qui oltre a inseguire i gol si è andati oltre. Lo stadio ha accolto il messaggio di Palladino e i 23 mila presenti hanno spinto, cantato, esultato e gioito come non mai. La cronostoria di questa partita ha tutto per essere messa negli annali del calcio nerazzurro e va a far compagnia alla serata della semifinale di Coppa delle Coppe contro il Malines e della finale di Dublino in Europa League.
Una rimonta così non se l’aspettava nessuno. Ma i fieri giocatori dell’Atalanta ci hanno creduto e hanno messo in campo tutto quello che avevano e forse anche qualcosa in più. Chiedere a Krstovic, svenuto dopo il calcio di rigore, che si porta a casa tre punti di sutura sulla fronte.
Il Dortmund, che aveva spaventato l’Atalanta nella partita di andata, qui a Bergamo è stato un po’ ridimensionato, almeno fin quando Kovac non ha inserito Adeyemi, Fabio Silva e Chukwuemeka.
I tre hanno dato nuova linfa al gioco del Dortmund fin lì sotto scacco degli atalantini. La velocità di Adeyemi, marcato da Ahanor (che ha sostituito Kolasinac) è difficilmente contenibile e, infatti, ha realizzato un bellissimo gol, che poteva valere i tempi supplementari.
La grinta e determinazione di Fabio Silva ha incontrato meno resistenza nei contrasti anche perché l’Atalanta dal 60’ ha cominciato a sentire un po’ di stanchezza per il grande sforzo prodotto fin lì. E con Chukwuemeka ha preso le redini del centrocampo e ha alzato il baricentro creando qualche occasione limpida che i centravanti, questa sera un po’ annebbiati, non hanno trasformato in gol.
Merito anche di Carnesecchi che in due occasioni: la prima al 29’ su perfetto inserimento di Brandt ha tolto la palla dalla linea di porta la seconda al 49’ su Guirassy. Lo stesso Guirassy ha ciccato la palla al 74’ con salvataggio strepitoso di Pasalic.
Non c’è aggettivo per il croato che, anche questa sera, ha sfoderato una partita monumentale. In coppia con De Roon ha retto il centrocampo difendendo, impostando e andando anche a fare gol. Sempre lui, sempre Super Mario. Che meriterebbe più considerazione di quanto non viene espresso nelle cronache sportive.
Altro capitolo da aprire riguarda chi ha messo quel cross perfetto per il terzo gol: Bernasconi. Il ragazzo portato in prima squadra da Juric, non è più uscito. Bernasconi non ha un gran fisico, ma corre avanti e indietro, si fa sempre trovare al posto giusto al momento giusto, non sbaglia un cross e di lui non si ricordano errori particolari difensivi. Bravo bravo.
Così come bravi sono stati i difensori Scalvini, Kolasinac e Hien. Peccato che Scalvini si sia fatto cacciare al 97’ quando era seduto in panchina per la protesta sull’episodio del fallo subito da Krstovic che ha portato al rigore.
Hien quando deve marcare un centravanti di sfondamento, si trova a suo agio. E un paio di anticipi con relativo inserimento in percussione centrale sino al limite dell’area sono stati entusiasmanti. Anche Kolasinac, ormai lo conosciamo, non molla mai un millimetro e combatte come fosse sempre una finalissima. Un grande esempio per tutti.
Questa volta il piano partita pensato da Palladino ha funzionato. Palle in profondità e cambi di campo che hanno sempre trovato pronti Zalewski a sinistra e Zappacosta a destra a cavalcare su e giù le due fasce. Zalewski con un paio di tiri insidiosi ha impegnato severamente Kobel. Zappacosta è riuscito anche a fare gol, con un tiro un po’fortunoso per via della deviazione di Bensebaini. Ma ciò non guasta.
Se la squadra sta compatta il rischio di commettere errori individuali diminuisce e così De Roon, che all’andata aveva sofferto parecchio le giocate di Nmecha quest’oggi non è apparso mai in difficoltà e ha corso per 90 minuti. Gli è capitato persino una palla invitante che poteva avere miglior soluzione finale, ma il suo tiro a tu per tu con il portiere è stato intercettato da Kobel.
Infine gli attaccanti: Scamacca ha corso e pressato fin quando è rimasto in campo. Ha realizzato il primo gol dopo 5 minuti. È uscito stremato lasciando il posto a Krstovic che ha una fame atavica. Per lui non ci sono palle innocue. Lui insegue ogni pallone e va a contrasto sempre e comunque in ogni zona del campo. Dall’errore di Kobel in uscita Pasalic intercetta il passaggio breve del portiere e mette una palla deliziosa sulla testa di Krstovic che viene tacchettato da Bensebaini che ha voluto intercettare la palla con un gesto maldestro, ma che ha lasciato un segno tangibile sulla fronte del montenegrino. Per l’arbitro sarebbe stato solamente angolo. Ma il Var ha richiamato Sanchez al monitor e la conclusione è stata rigore per l’Atalanta ed espulsione per doppia ammonizione del difensore tedesco.
Sul dischetto si è presentato Samardzic (che poco prima aveva fallito una preziosissima occasione; il tiro non gli ha preso il giro ed è uscito di pochissimo) che l’ha messa nel sette. “Quando ho visto la palla alzarsi – ha detto Palladino in conferenza stampa – mi è venuto un infarto”. E invece quella è stata l’apoteosi, l’ultimo atto di una notte veramente magica.
Niko Kovač, allenatore Borussia Dortmund, nella sua analisi è stato molto oneso: “Prima di tutto, congratulazioni all’Atalanta. Hanno giocato come noi all’andata e purtroppo non siamo riusciti a esprimere il nostro calcio. È stata una partita molto difficile in cui abbiamo commesso troppi errori, e in Champions League si paga per questi errori“.
Ora attendiamo il sorteggio di venerdì che dovrà dire se l’Atalanta agli Ottavi di finale incontrerà l’Arsenal o il Bayer di Monaco.
ATALANTA-BORUSSIA DORTMUND 4-1
Reti: 5′ Scamacca, 45′ Zappacosta, 57′ Pašalić, 75′ Adeyemi, 98′ rigore Samardžić.
Atalanta: Carnesecchi, Scalvini (77′ Djimsiti), Hien, Kolašinac (73′ Ahanor), Zappacosta, de Roon, Pašalić, Bernasconi, Samardžić, Zalewski (85′ Kamaldeen), Scamacca (73′ Krstović). A disposizione: Rossi, Sportiello, Kossounou, Bakker, Musah, Éderson, Bellanova, Vavassori. Allenatore: Raffaele Palladino.
Borussia Dortmund: Kobel, Can, Anton, Bensebaini, Ryerson (70′ Couto), Bellingham (70′ Adeyemi), Nmecha, Svensson, Beier (60′ Fabio Silva), Brandt (60′ Chukwuemeka), Guirassy. A disposizione: Ostrzinski, Meyer, Schlotterbeck, Ozcan, Sabitzer, Inacio, Benkara, Reggiani. Allenatore: Niko Kovac.
Arbitro: José María Sánchez (ESP). Assistenti: Raúl Cabañero (ESP) e Iñigo Prieto (ESP).
IV ufficiale: Juan Martínez Munuera (ESP). V.A.R. Guillermo Cuadra Fernandez (ESP), A.V.A.R. Carlos del Cerro Grande (ESP).
Note: espulso al 97′ Bensebaini (BD) per doppia ammonizione, ammoniti Can (BD), Hien (A), Fabio Silva (BD). 96’ espulsi Schlotterbeck dalla panchina (B), Scalvini dalla panchina (A).













