| ATALANTA | GENOA | ||
| Carnesecchi | 6.9 | Bijlov | 7.9 |
| Scalvini | 7.2 | Marcandalli | 7.3 |
| Djimsiti | 7.2 | Ostigard | 8.5 |
| Ahanor | 8 | Vasquez | 7.4 |
| Zappacosta | 6.5 | Ellertsson | 6.3 |
| DeRoon | 6.4 | Amorim | 6.8 |
| Ederson | 6.8 | Frendrup | 7.2 |
| Zalewski | 7.1 | Sabelli | 6.3 |
| DeKetelaere | 7.1 | Vitinha | 7.1 |
| Scamacca | 6.3 | Ekhator | 6.8 |
| Krstovic | 6.7 | Colombo | 6.3 |
| All.Palladino | 6.73 | All.DeRossi | 6.76 |
| Musah | 6.1 | Malinovskyi | 6.1 |
| Hien | 6.7 | Martin | 6 |
| Samardzic | 6 | Masini | 6 |
| Raspadori | 6.5 | Ekuban | 6 |
| Pasalic | 6.2 | Messias | 6.3 |
L’Atalanta è pallida, non ha più i colori vivaci di un mese e mezzo fa. Non riesce più a vincere e non è solo questione di sfortuna. Pali e traverse sono considerati tiri sbagliati. La verità è che questa squadra dopo la sconfitta contro la Juventus, dove in palio c’era la corsa per la lotta alla conquista dell’accesso alla Champions League, ha staccato la spina. Non corre più del dovuto, non pressa in modo assillante come eravamo soliti vedere. Migliaia di errori tecnici per ogni dove del campo. Passaggi sbagliati, stop inguardabili. E scelte sbagliate negli ultimi 25 metri. Così il gol non arriva.
E quando Palladino, dopo pochi minuti, manda Raspadori a scaldarsi significa che sta lanciando un messaggio preciso alla squadra. “Qualcuno non stava facendo quello che gli era stato chiesto e che avevamo preparato in partita”. Questo qualcuno ha un nome e un cognome: Gianluca Scamacca.
Palladino aveva preparato la gara inserendo le due punte Krstovic e Scamacca per tenere lontani dagli inserimenti i loro centrali. Altra sorpresa di giornata, a sinistra non gioca Ahanor. E il giovane ha risposto presente, figurando il migliore dei nerazzurri.
E quando in una partita sono le difese a prevalere sugli attaccanti, il risultato non può che essere uno solo: 0-0. E così è finita la gara tra Atalanta e Genoa.
De Rossi è uscito raggiante dalla New Balance Arena. Voleva punti e ne ha raccolto uno, importantissimo, che sancisce la definitiva salvezza dei grifoni.
“L’Atalanta è una squadra forte. Nel secondo tempo ha inserito giocatori più forti di quelli che sono usciti e ha creato qualche occasione in più costringendoci al blocco basso. Ma siamo stati bravi a concedere loro solo i tiri da fuori”, dice De Rossi nel post partita.
E con i tiri da fuori l’Atalanta non ha fatto granché: Raspadori ha colpito la parte superiore della traversa, Ederson ha tirato forte, ma centrale e il portiere genoano ha respinto; sul tap-in Raspadori non trova il pertugio giusto e si fa parare anche il tiro ravvicinato. De Ketelaere ha la palla giusta sul sinistro ma spara alla luna, che questa sera era davvero bella sopra la New Balance Arena.
Il primo tempo con le due punte non ha convinto, così Palladino è tornato alla formula dei due trequartisti. Ed è proprio con questo sistema che si sono create le occasioni più importanti. Ma i vari Ostigard (il migliore in assoluto), Marcandalli e Vasquez sono stati più bravi e una bella parata l’ha fatta anche Bijlov su tiro ravvicinato di Krstovic.
L’interpretazione della gara da parte dell’arbitro Pezzuto ha lasciato un po’ perplessi. Non ha mai fischiato gli scontri ravvicinati da lotta libera, mentre fischiava continuamente ogni minimo contatto con il giocatore che finiva a terra. Dalla tribuna l’impressione dei falli era esattamente il contrario. Pazienza. Non è stato l’arbitraggio ad essere decisivo per questo risultato.
Ora mancano tre partite alla fine del campionato: Milan, Bologna (in casa) e Fiorentina. Terminare al settimo posto è l’obiettivo rimasto per sperare di agganciare almeno il treno della Conference League, anche se poi tutto dipende da come andrà la finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter.
Palladino ha a disposizione queste tre partite non solo per fare i punti necessari, ma soprattutto per valutare chi potrà essere in formazione anche l’anno prossimo. E speriamo che non si tratti di un ridimensionamento.
Atalanta-Genoa 0-0
Atalanta: Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti (58′ Hien), Ahanor, Zappacosta (86′ Musah), de Roon (76′ Pašalić), Éderson, Zalewski, De Ketelaere (76′ Samardžić), Scamacca (58′ Raspadori), Krstović. A disposizione: Rossi, Sportiello, Kossounou, Bakker, Musah, Kamaldeen, Bellanova, Kolašinac. Allenatore: Raffaele Palladino.
Genoa: Bijlow, Marcandalli, Ostigard, Vasquez, Ellertsson, Amorim (70′ Messias), Frendrup, Sabelli (86′ Martin), Vitinha (86′ Masini), Colombo (57′ Ekuban), Ekhator (70′ Malinovskyi). A disposizione: Leali, Sommariva, Zatterstrom, Onana, Otoa, Cornet, Ouedraogo. Allenatore: Daniele De Rossi.
Arbitro: Ivano Pezzuto della sezione di Lecce (assistenti Valerio Colarossi di Roma 2 e Daisuke Emanuele Yoshikawa di Roma 1, IV ufficiale Niccolò Turrini di Firenze, V.A.R. Antonio Giua di Olbia, A.V.A.R. Alessandro Prontera di Bologna).
Note: ammoniti Amorim (G), Éderson (A), Krstović (A).













