Le pagelle di Sassuolo-Atalanta. Grosso ricorda molto il Lippi del Mondiale 2006

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SASSUOLO ATALANTA
Muric 8.1 Carnesecchi 6.3
Garcia 7.2 Scalvini 6.8
Muharemovic 6.7 Djimsiti 6.1
Idzes 6.3 Kolasinac 6.3
Coulibaly 6.8 Bellanova 6.6
Thorstvedt 7.9 DeRoon 7.2
Matic 7.5 Pasalic 6.8
Koné 7.3 Bernasconi 5.9
Laurienté 7.4 Samardzic 7.1
Pinamonti 5 Zalewski 6.4
Berardi 7.9 Scamacca 5.9
All. Grosso 6.79 All.Palladino 6.58
Doig 6.1 Musah 6.7
Lipani 6.3 Hien 6.6
Iannoni 6 Krstovic 6.5
Faderaa 6 Zappacosta 7.5
Nzola 5.9 Sulemana 6.5

Il Sassuolo è una sentenza. Vince andata e ritorno con merito e questa volta addirittura in 10 uomini dal 16° minuto. L’Atalanta ha sofferto e la velocità degli attaccanti di Grosso e la condotta ultradifensiva, ma ben assestata del Sassuolo. Capace di ripartire in velocità con qualità spaccando le partite con le giocate di Berardi e Laurienté con il supporto eccellente di Thorstvedt (bellissimo il suo gol) e con la bravura di un centrocampista trentasettenne come Matic, un vero professore in campo. Non perde mai una palla, resiste a ogni contrasto e fa sempre la cosa giusta. Bravo bravo.

Al Sassuolo è successo quello che era accaduto all’Atalanta a Como. Con la differenza che nonostante fosse in inferiorità numerica è riuscita a portarsi in doppio vantaggio. L’Atalanta difronte a un doppio muro 4-4-1 o 5-4 non è mai riuscita a spingere oltre il limite dell’area. E quelle poche volte che ha superato il muro ha trovato come ultimo baludaro il portiere Muric a sventare ogni pericolo. Bravissimo in due circostanze.

forbes

Palladino ha fatto soltanto due cambi, rispetto alla partita contro il Borussia Dortmund: Djimsiti al posto di Hien e Bellanova al posto di Zappacosta. L’entrata in campo di Zappacosta ha portato i maggiori pericoli nell’area dei neroverdi, ma il Sassuolo non si è mai fatto sorprendere bloccando ogni tentativo di filtrante.

I primi quindici minuti hanno visto l’Atalanta pressare alta e tentare la via del gol costringendo il Sassuolo sulla difensiva. Ma il gioco di Grosso è proprio questo: riuscire a conquistare palla senza andare eccessivamente all’aggressione in avanti per poi ripartire con le frecce per far male. Il classico gioco all’italiana. Lo stesso che Grosso praticava con Lippi e che ha portato l’Italia a vincere il Mondiale nel 2006 in Germania.

Palladino l’aveva pensata in un certo modo e poi si è ritrovato a dover tentare una nuova via, senza riuscirci. Aveva messo Zalewski sulle tracce di Matic accentrando molto la sua posizione. Che è rimasta tale anche con il Sassuolo in dieci, ma a quel punto non serviva più a niente. Infatti nella ripresa è stato arretrato al posto di Bernasconi.

Nella ripresa Palladino ha cambiato da subito tre giocatori inserendo Krstovic (che ogni volta che colpiva la palla di testa sentiva dolore), Zappacosta e Sulemana. E verso la fine anche Musah, che ha trovato il suo primo gol in Serie A proprio con la maglia dell’Atalanta. Ma il gol è arrivato troppo tardi all’88’.

Il calcio è straordinario perché nella sua prevedibilità sa essere imprevedibile. Il fatto che il Sassuolo sia rimasto in dieci uomini lo ha favorito, capace di difendere benissimo (ottimo il lavoro difensivo persino di Berardi) e di ripartire a campo aperto lasciato dai nerazzurri tutti tesi in avanti alla ricerca del gol.

Una sconfitta che a differenza dell’andata dove si era registrato un approccio sbagliato alla gara senza nemmeno la capacità di reagire, questa volta ha perso perché il Sassuolo si è dimostrato più bravo. Onore al merito sportivo. Quando ci vuole ci vuole. E ora niente drammi, testa alla Lazio che mercoledì ospiterà l’Atalanta all’Olimpico per la semifinale di Coppa Italia.

SASSUOLO-ATALANTA 2-1

Reti: 23′ Koné, 69′ Thorstvedt, 88′ Musah.

Sassuolo: Muric, Coulibaly, Muharemovic, Idzes, Garcia, Thorstvedt, Matic (74′ Lipani), Koné (90′ Doig), Berardi (74′ Nzola), Pinamonti, Laurienté (74′ Fadera, 79′ Iannoni). A disposizione: Satalino, Turati, Zacchi, Volpato, Romagna, Moro, Lipani, Vranckx, Bakola, Pedro. Allenatore: Fabio Grosso.

Atalanta: Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti (76′ Hien), Kolašinac, Bellanova (46′ Zappacosta), de Roon, Pašalić, Bernasconi (46′ Kamaldeen), Samardžić, Zalewski (67′ Musah), Scamacca (46′ Krstović). A disposizione: Rossi, Sportiello, Kossounou, Bakker, Vavassori. Allenatore: Raffaele Palladino.

Arbitro: Matteo Marchetti della sezione di Ostia Lido (assistenti Alessandro Cipressa di Lecce e Mattia Politi di Lecce, IV ufficiale Giuseppe Mucera di Palermo, V.A.R. Luigi Nasca di Bari, A.V.A.R. Daniele Doveri di Roma 1).

Note: espulso al 16′ Pinamonti (S), ammoniti Idzes (S), Bernasconi (A), Matic (S), Zalewski (A), Palladino (A).