Oltre a Hien, Kessie, Kossounou, Pompei, Scalvini e Sulemana, per precauzione si ferma anche Bellanova. Contro il Venezia, infatti, ha accusato un risentimento al muscolo del gluteo. Niente di grave, ma meglio essere prudenti.
Così contro il Pafos sono 20 i calciatori convocati da mister Maurizio Sarri: Bernasconi Lorenzo (47); Carnesecchi Marco (29); De Ketelaere Charles (17); Éderson (13); Elmas Eljif (99); Gaetano Gianluca (70); Idele Javison (41); Kolašinac Sead (23); Kristensen Thomas (31); Krstović Nikola (90); Obrić Relja (40); Pašalić Mario (8); Raspadori Giacomo (18); Rowe Jonathan (11); Samardžić Lazar (10); Scamacca Gianluca (9); Sonzogni Mattia (51); Sportiello Marco (57); Zalewski Nicola (59); Zappacosta Davide (77).
Il Pafos occupa il quarto posto nella Prima Divisione cipriota, con tre vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle prime cinque partite. In attacco, Lelê è un giocatore da tenere d’occhio dopo la doppietta realizzata nell’ultima partita di campionato, e Anderson rappresenta un’altra interessante opzione per il reparto offensivo. Mentre in difesa si affida all’esperienza di David Luiz.
Ricardo Sá Pinto, allenatore del Pafos, sulla partita la pensa così: “Questa è una grande partita contro un grande avversario, una squadra con giocatori forti, un allenatore esperto e la possibilità di vincere questa competizione. Questo è il nostro terzo anno in Conference League; il nostro obiettivo è migliorare. Vogliamo competere, ma dobbiamo avere rispetto per l’Atalanta“.
Sarri va predicando umiltà: “Mi aspetto una solita partita europea, quindi una partita sempre difficile. Il livello delle medio-piccole sia in Italia che in Europa, si è elevato in maniera esponenziale. Basti guardare anche ai risultati di ieri, anche squadre che arrivano da Paesi meno considerati sono diventate pericolosissime“.
L’Atalanta parte favorita in questa competizione ed è proprio qui che sta il pericolo. Credere di averla già vinta quando, invece, ha tutto da perdere. E il Pafos potrebbe arrivare alla New Balance Arena a fari spenti nella notte e accendere gli abbaglianti all’ultimo minuto e accecare i nerazzurri.
L’Atalanta arriva a questa partita con qualche assenza di troppo in difesa, con qualche speranza sul gioco espresso nella prima mezz’ora contro il Venezia e con la perplessità lasciata nella ripresa quando ha perso un po’ di equilibrio. Non sarà un problema di modulo, quanto un problema più di tipo mentale.
L’importante è partire con il piede giusto. Poi chi verrà chiamato a interpretare la gara siamo sicuri che avrà la giusta qualità tecnica per poter rispondere in modo positivo.












