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Bartali Giusto tra le Nazioni

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BartaliGino Bartali, l’inossidabile campione di ciclismo, non ha contribuito solo ad ammansire gli animi vincendo il Tour de France 1948 all’indomani dell’attentato di cui fu vittima Togliatti. In pieno periodo di occupazione tedesca del territorio italiano, si è adoperato per contribuire a salvare la vita di centinaia di ebrei. Nel periodo bellico la fama di Bartali non era tramontata e il suo andare in bicicletta tra le truppe del Terzo Reich non destava sospetto ma ammirazione. E il Ginaccio nazionale non si fece sfuggire l’occasione per infilare nel tubo della sua bicicletta i documenti falsificati che sarebbero serviti per portare in salvo gli ebrei. Per questo motivo Gino Bartali è stato dichiarato `Giusto tra le nazioni´ da Yad Vashem, il sacrario della Memoria di Gerusalemme. Fra il settembre 1943 e il giugno 1944 Bartali si adoperò per aiutare i cittadini italiani di origini ebraiche. A Bartali era stato già riconosciuto tale merito. Nel 2006, dopo la sua morte, l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo aveva insignito della medaglia d’oro al merito civile «per aver salvato la vita a circa 800 ebrei».

Yad Vashem definisce Bartali un cattolico devoto, che nel corso dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l’Arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa, già riconosciuto Giusto tra le Nazioni. «Questa rete ebraico-cristiana, messa in piedi a seguito dell’occupazione tedesca e all’avvio della deportazione degli ebrei, ha salvato – dichiara Yad Vashem – centinaia di ebrei locali ed ebrei rifugiati dai territori prima sotto controllo italiano, principalmente in Francia e Yugoslavia». In particolare, Bartali ha agito «come corriere della rete, nascondendo falsi documenti e carte nella sua bicicletta e trasportandoli attraverso le città, con la scusa che si stava allenando. Pur a conoscenza dei rischi che la sua vita correva per aiutare gli ebrei, Bartali ha trasferito falsi documenti a vari contatti e tra questi il rabbino Cassuto».

La notizia arriva in un momento particolare per il mondo del ciclismo, che proprio a Firenze e in Toscana celebra i Mondiali.