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EuroGollini

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Eugenio Sorrentino

La decisione logica, tanto scontata quanto
implorata, è arrivata settimana scorsa
dall’esecutivo UEFA, che ha rinviato al 2021 il
campionato europeo di calcio per nazioni. Calcio
d’inizio a Roma l’11 giugno del prossimo anno. Se i
valori tecnici saranno confermati e le prestazioni
convincenti nel segno della continuità, e non c’è
dubbio che l’interessato appare impegnato ad
affinare qualità pienamente riconosciute, Pierluigi
Gollini è fortemente candidato a fare parte del
team del ct Roberto Mancini. In giorni difficili, con
gli interrogativi che accompagnano la fine della
stagione attuale, è giusto pensare al futuro e ai
traguardi che ci attendono. Il portiere emiliano,
che il 18 marzo scorso ha spento 25 candeline, è
arrivato all’Atalanta a gennaio 2017 e ha
collezionato finora 69 presenze tra Serie A, Coppa
Italia e competizioni europee. Quando si è imposto
nella gerarchia della porta nerazzurra, Gollini ha
mostrato subito le sue capacità e le parate sono
risultate decisive nelle partite che hanno permesso
all’Atalanta di raggiungere gli obiettivi più ambiti.
Non si tratta solo di salvare la porta e il risultato,
ma soprattutto dare sicurezza e non farla venire
meno al collettivo di Gasperini, pure capace di
ripetute e grandi rimonte.
Quanto all’azzurro, dopo 20 presenze dal 2012 al
2017 nelle rappresentative nazionali giovanili,
dall’U.18 all’U.21, la chiamata a Coverciano doveva
arrivare. Roberto Mancini ha fatto esordire
Pierluigi Gollini con la maglia azzurra, durante la
sfida di qualificazione a Euro 2020 contro la
Bosnia.
“Sono felice per avere raggiunto questo traguardo,
che considero un punto di partenza, mentre un
punto di arrivo lo è senz’altro per quella parte di
me che da bambino sognava di giocare a calcio con
la Nazionale, e tale da ripagare i sacrifici fatti per
arrivarci – ha detto dopo l’esordio – Sono
consapevole di dovere lavorare sempre di più per
crescere ulteriormente e continuare a meritare di
stare nel gruppo azzurro. Nel momento in cui
Mancini mi ha mandato in campo, ho provato una
grande emozione anche se dentro di me ci speravo
mancando pochi minuti alla fine della partita e
stavamo conducendo 3-0. Mi è bastato riscaldarmi
un paio di minuti e poi ho atteso il momento per
entrare in campo. Ricorderò il 2019 come l’anno
della svolta, in cui sono cresciuto molto, ho
acquisito esperienza e consapevolezza pur non
avendo mai dubitato delle mie capacità e
potenzialità”.