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Generazione Agnelli

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Federica Sorrentino

Signori delle pentole, innamorati dello sport in senso puro. Baldassarre “Ciccio” Agnelli e suo figlio Angelo sono gli interpreti generazionali di un modo di essere sul lavoro e sui campi di gioco. Il papà, presidente della prestigiosa azienda di strumenti di cottura, ha sposato fin dall’infanzia lo sport e i suoi valori più autentici, diventando una colonna del Panathlon Club Mario Mangiarotti Bergamo, all’insegna del fairplay. Da oltre vent’anni con una piccola quota nell’azionariato dell’Atalanta, si è avvicinato al mondo della pallavolo per via del forte legame con l’Oratorio Sant’Anna di Borgo Palazzo, cuore della storica società Olimpia, diventata proprietà della famiglia Agnelli dopo averla a lungo sponsorizzata. “Nella pallavolo è trasfuso uno spirito particolare – dice Baldassarre – Diversamente da ciò che accade stadio, nella palestra si respira pure nella contesa un’atmosfera familiare, che esprime il momento più coinvolgente nel fine partita con il terzo tempo dei giocatori con gli spettatori che coinvolge le due squadre. Per questo non vediamo l’ora di ritrovarci. E’ mancato il contatto con il pubblico, vivere le emozioni da vicino”. Come si fa a conservare i valori sportivi? “L’amore per lo sport devi averlo dentro. Confesso di essermi commosso e aver pianto ad ascoltare l’inno italiano con gli atleti sul podio alle Olimpiadi con l’inno italiano”. Un attributo per descrivere Angelo Agnelli: “è il mio unico figlio con cui condivido la gestione dell’azienda. Ne sono orgoglioso”.

Angelo Agnelli, direzione generale in Baldassarre Agnelli SpA e presidente Agnelli Tipiesse, ha praticato calcio e tennis, prima di farsi coinvolgere dal mondo del volley. “Quando abbiamo acquisito la società Olimpia 12 anni or sono, è iniziato il periodo di dirigenza. Ho sempre cercato di mettere le persone giuste al posto giusto, creare uno staff che potesse operare nel modo migliore. Un presidente non può pretendere pretesa di avere competenze tecniche, ma deve trovare un bravo direttore sportivo e un coach che sposi la politica della società. Tutti contano nei rispettivi ruoli, ma occorre professionalità e passione”.

Cosa insegna la pallavolo? “La solitudine nelle scelte difficili e a volte dolorose. Una società sportiva dimostra la sua solidità quando è pronta ad affrontare i momenti più delicati”.

Da vicepresidente di lega maschile pallavolo la battaglia per la riapertura dei palazzetti al pubblico. “Non si può stare senza, anche a livello giovanile. E il 50% non basta”. Un attributo per papà? “La saggezza per antonomasia”.

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