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I 90 anni di Carlo Ubbiali

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Bergamo festeggia i 90 anni di un campione superbo, un’autentica leggenda del motociclismo che porta il nome di Carlo Ubbiali, detto “la volpe”. Nove titoli mondiali tra il 1952 e il 1960 ne fanno uno dei piloti più vincenti della storia, insieme a Valentino Rossi, che vanta lo stesso numero di allori iridati, e Giacomo Agostini, inarrivabile con 15 campionati del mondo. Ma Ubbiali ha corso in un’epoca in cui le competizioni motociclistiche erano molto diverse da quelle di oggi, imponevano coraggio e abilità su strade cittadine e avevano un sapore romantico. Ubbiali ha scritto pagine memorabili con l’MV Augusta, casa motociclistica di assoluta eccellenza, dominando le gare più importanti e prestigiose come quella di Assen, considerata l’università dei piloti sulle due ruote. Nato il 22 settembre del 1929 a Bergamo, esordì nel 1947 sul circuito delle Mura di Bergamo, ma venne squalificato non avendo ancora compiuto i diciott’anni. L’anno seguente vinse la Sei Giorni di regolarità nel Galles in sella ad una MV Agusta, per poi esordire nel 1949 nel Campionato Mondiale di Motociclismo con la MV 125 monocilindrica monoalbero, conquistando il 4° posto finale. Dopo il secondo posto nel ’50, Ubbiali conquistò nel ’51 il suo primo titolo iridato. Con la MV Agusta fu campione del mondo nel biennio ‘55/’56 e dal ’57 al ’60, ultimo anno in cui gareggiò. Ma nel suo palmares vanno conteggiati anche i titoli vinti nel ’56, ’59 e ’60 nella classe 250, sempre in sella alla MV Agusta bicilindrica. Carlo Ubbiali vanta dunque ben nove titoli mondiali, con 26 vittorie nella 125 e 13 nella 250 – 5 delle quali al mitico Tourist Trophy – e 68 podi su 74 gare disputate, oltre a essere stato anche otto volte campione Italiano. Alla MV Agusta ha vinto otto dei suoi titoli mondiali. Le statistiche lo indicano come uno dei più grandi campioni di tutti i tempi. Il ritiro dalle competizioni, al culmine della straordinaria carriera, fu dovuto soprattutto alla prematura scomparsa del suo adorato fratello Maurizio. Forse avrebbe potuto realizzare l’impresa di John Surtees, unico pilota al mondo ad avere vinto un campionato del mondo sia in moto, con la Mv 500, sia in auto con la Ferrari. Pochi sanno, infatti, che nel 1959 Ubbiali si mise al volanti della Rossa di Maranello per tre mesi, sia con a bordo delle vetture sportive che della formula uno, provando e riprovando sulla pista di Monza, all’epoca senza varianti e perciò velocissima, riuscendo a eguagliare il tempo sul giro di pista fatto segnare dal mitico conte Wolfgang Von Trips, morto poi in un incidente durante il Gran Premio d’Italia 1961. Carlo Ubbiali, dal suo canto, si era ritirato avendo già scritto la storia.

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