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Il lockdown dello sport

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Federica Sorrentino

A Bergamo e provincia si contano centomila
tesserati a oltre 1.200 società sportive. Il lockdown
imposta dall’emergenza sanitaria ha cancellato
ogni attività agonistica. Ora si avvia una ripresa
graduale, partendo dagli allenamenti e dalle
discipline individuali, sempre con la dovuta
prudenza.
A Lara Magoni, delegata provinciale CONI
Bergamo, abbiamo chiesto qual è la
preoccupazione maggiore in ottica di ripresa delle
attività sportive e quali sono i problemi che vivono
gli atleti.
“Gli atleti sono fortemente preoccupati perché nel
mese di marzo si sono visti sospendere le
competizioni in modo repentino. La preparazione
rimane naturalmente la cosa più difficile, per
capire come sostenere e garantire soprattutto la
tenuta atletica, anche perché allenarsi a casa da
soli è più complesso che farlo a fianco del proprio
allenatore. Anche lo sport, insieme all’economia
generale del Paese, sta vivendo un momento
davvero drammatico con un’incognita sul futuro.
Ci sarà sicuramente qualche apertura, ma
bisognerà adattarsi e non sarà come prima, dal
momento che bisognerà convivere con questo virus
fino a quando riusciremo a liberarcene”.
La maggior parte di atleti e squadre svolge
l’attività agonistica grazie agli sponsor. Quali
difficoltà potrebbero insorgere dalla crisi economica
e come si potrebbe porre rimedio all’eventuale calo
di risorse?
“Lo sport dovrà sicuramente ricominciare da capo.
La cosa che temo di più è il sostegno alle società
sportive, anche perché fino ad oggi le aziende
hanno fornito un grande contributo per far sì che lo
sport potesse essere fatto da tutti.
Sicuramente con la chiusura di aziende e con le
complessità legate alla riapertura delle attività, là
dove la produzione non riuscisse a tornare a livelli
stabili, i brand che fornivano grandi contributi a
società e alle associazioni sportive temo che
avranno un calo di risorse.
E questo sicuramente si ripercuoterà sullo sport in
generale. Sarà indispensabile un supporto da parte
del Governo ma anche da parte del Coni nazionale,
che possa garantire attraverso i tesseramenti una
continuità dello sport, soprattutto di base, per poter
poi pensare allo sport professionistico”.
Da ex atleta, quale augurio sente di rivolgere a chi
vive di sport?
“Certamente lo sport tornerà protagonista dopo la
lunga clausura e ci consentirà di tornare a
respirare a vivere, seppure con tutte le restrizioni.
Ricominciare a fare sport ci farà stare meglio”