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In campo Saturno contro

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Non è un periodo fortunato per l’Atalanta. Il titolo è solo un rimando a un effimero riferimento usato quando proprio non gira bene. I seri infortuni muscolari capitati a Robin Gosens e Matteo Pessina, per un paio di mesi smarcati dalla lista dei convocati e che si aggiungono a Hans Hateboer che rivedremo tra dicembre e gennaio, sottraggono al modulo classico adottato da Gian Piero Gasperini due pedine fondamentali, per le quali esistono sì alternative tecniche. Ma che, una volta impiegate, assottigliano la rosa e richiedono lo sforzo di accumulare più minutaggio. Dopo la pausa osservata per la final four di Nations League e le partite di qualificazione ai mondiali, Gasperini incassa anche l’infortunio a Berat Djimsiti, il quale si è procurato una frattura dell’avambraccio sinistro durante il match della nazionale albanese in Ungheria. Bene che Rafael Toloi, 31 anni festeggiati domenica 10 ottobre, abbia ripreso a correre dopo avere accusato una piccola lesione al flessore della coscia destra. Con la prospettiva che possa essere disponibile per la gara di Empoli, che segna la ripresa del campionato. Fino alla prossima pausa per la Nazionale di metà novembre, l’Atalanta giocherà cinque turni di serie A e il doppio confronto con il Manchester Utd. Dunque, una difesa con tre titolari di riferimento (Toloi, Demiral e Palomino) con in più Lovato. Con la possibilità di passare dalla difesa a tre alla linea a quattro, soluzione già adottata da Gasperini, che lascerebbe a De Roon e Freuler in prima battuta il compito di coprire la mediana. Il trio di trequartisti con il solo terminale offensivo consente peraltro di ruotare con maggiore duttilità i giocatori che si collocano naturalmente nel reparto avanzato, come pure inserirvi quelli che, come Zappacosta, dispongono di una predisposizione a supportare la fase d’attacco. In attesa che anche Maehle, sempre sugli scudi e a spesso a segno con la Danimarca, inizi a fare la sua parte anche con la maglia dell’Atalanta. Soprattutto ora che la rosa è ristretto e ognuno, singolarmente, è chiamato ad alzare la sua personale asticella in termini di rendimento. L’auspicio è che, in questa fase, Malinovskyi torni ai rendimenti della primavera scorsa e Ilicic, rinfrancato dai gol con la Slovenia, ritrovi l’ispirazione dei tempi migliori quando Gasperini decide di utilizzarlo. Se Muriel e Zapata non sono in discussione, Miranchuk deve trasformarsi da meteora in risorsa. La scelta tecnica di non mandarlo in campo nelle ultime uscite ha motivazioni precise. Al russo il compito di convincere il suo allenatore.

(photocredits: Alberto Mariani)

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