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In Champions per fare la storia

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Sorteggio benevolo per il debutto dell’Atalanta nella fase a gironi di Champions League. Il che non vuole dire che l’impegno sarà facile, certamente più abbordabile. Bando all’ottimismo, che dimora nei cuori e negli animi ma non scende né fa la differenza in campo, servono la carica e la convinzione di avere i mezzi per fare bene. All’appuntamento con la storia l’Atalanta deve arrivarci con lo spirito di sempre, quello che ne fa una squadra ossuta e duttile nello stesso tempo, forgiata dal suo allenatore capace di mutarne all’abbisogna il 3-4-1-2, modulo inossidabile di ogni calcio d’inizio, alla stregua di un cubo di Rubik. Serviranno concentrazione, gambe e intelligenza tattica per arginare la prevedibile supremazia del Manchester City, smussare l’estro e i giochi di prestigio dei brasiliani della colonia dello Shakthar Donetsk, spezzare la coralità e l’entusiasmo dei croati della Dinamo Zagabria. Mister Gasperini si misurerà con lo stratega Pep Guardiola, l’erede del romanista Fonseca sulla panchina degli ucraino-brasiliani, la concretezza di un tecnico croato appena cinque anni fa nella nostra serie B al timone dello Spezia. Beninteso, tutti meritevoli del rispetto dovuto a chi approda nella massima competizione europea.

L’abbinata dei sorteggiatori, formata dall’ex interista Snejider e da Cech, il portiere che indossava il caschetto, ha offerto all’Atalanta la possibilità di giocarsela fino in fondo. Le annunciate invasioni dello stadio San Siro di Milano sono garanzie di un sostegno degno dei traguardi che la squadra di Gasperini ha saputo cogliere. Le asprezze sono legate soprattutto alla lunga trasferta nel mese di dicembre in terra ucraina, a Kharkiv, quasi 500 km a est di Kiev e oltre 300 a nord di Donetsk. Per Alejandro Papu Gomez sarà amarcord, perché in quello stadio ha giocato prima di approdare a Bergamo, nella stagione 2013-2014, con la maglia del Metalist, club sciolto nel 2016. L’avventura di Champions inizierà il 18 settembre nello stadio Maksimir di Zagabria, dove i nerazzurri faranno ritorno 29 anni dopo il pareggio per 1-1 firmato da Evair su rigore, dopo il vantaggio croato di Boban, valso il passaggio al secondo turno dell’allora Coppa Uefa. Il debutto “casalingo” cade il 1° ottobre con lo Shakthar, pochi giorni prima di tornare tra le mura amiche, nel rinnovato Gewiss Stadium, per affrontare il Lecce in campionato. Tra il 22 ottobre e il 6 novembre la doppia sfida con il City, destinata a regalare forti emozioni, seguita dalla terza sfida di San Siro, ospite la Dinamo. C’era chi sognava la trasferta al Camp Nou o al Santiago Bernabeu. Sperabile che il calendario la riservi da febbraio 2020 in avanti.