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La fortuna bacia la Dea

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La fortuna bacia la Dea. Non sarà d’accordo Gian Piero Gasperini, per il quale tutti gli avversari di Champions League possiedono una rosa di giocatori e un tasso tecnico da rispettare. Non si può negare, tuttavia, che il Valencia vada considerata la squadra più abbordabile per consentire all’Atalanta di continuare a sognare e sperare di arrivare in Primavera ancora da protagonista a livello europeo. Considerazione che non autorizza a essere euforici, ma sicuramente fiduciosi sulla possibilità di passare il turno e realizzare un’altra impresa approdando ai quarti di finale. Basta scorrere gli accoppiamenti per capire che è andata bene: al Napoli è toccato il Barcellona, il Manchester City se la vedrà con il Real Madrid, la Juventus affronterà il Lione, che sarebbe stata l’altra squadra preferita e già affrontata in Europa League.

L’Atalanta è la prima squadra della storia della Champions a essersi qualificata agli ottavi dopo aver perso le prime tre partite dei gironi.

Luca Percassi, amministratore delegato della società nerazzurra, ha parlato di confronto delicato contro una squadra comunque di esperienza, ma ammesso che il sorteggio è stato un grande regalo di Natale. “Eravamo partiti male, ci siamo rifatti nella seconda fase. Ce la giochiamo” – il commento lapidario del presidente Antonio Percassi, il quale considera l’esito del sorteggio un grande regalo per la tifoseria atalantina, pronta a seguire la squadra di Gasperini nei due match della sfida con gli iberici.

Appuntamento a San Siro nel mese di febbraio, ritorno allo stadio Mestalla di Valencia a marzo, a mille chilometri di distanza da Bergamo. Quanto basta per pronosticare un esodo in aereo. Il Valencia, giunto quarto in campionato nella passata stagione alle spalle del Siviglia, occupa attualmente il settimo posto a -8 dal Barcellona capolista. La squadra spagnola, allenata da Albert Celades Lopez, subentrato dopo tre giornate di campionato al tecnico Marcelino, gioca con il 4-4-2. E’ sicuramente il migliore avversario possibile perché il Valencia è squadra votata al palleggio, ed essendo più tecnici potrebbero subire l’intensità che l’Atalanta sa imprimere al gioco.

Quest’anno la società spagnola ha festeggiato il suo centenario. Nella sua storia ha disputato anche due finali consecutive di Champions League, uscendo però sconfitta in entrambe le occasioni.