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La mina vagante

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Fabrizio Carcano

L’Atalanta è la mina vagante della Champions
League, di quello che si potrebbe ancora giocare,
ammesso che si giocherà. Parola di capitano,
parola del Papu Gomez che nei giorni del silenzio
di Bergamo, e di inattività dell’Atalanta, continua
a farsi sentire, a mantenere acceso un riflettore
sulla Dea. Attraverso i suoi amati social. Con
continui post e stories su Instagram, un giorno lo
fa per divulgare le sue inattese doti di giardiniere
o per ammonire i cittadini a restare a casa, anche
utilizzando epiteti da strada. Ma anche per
ricordare a tutti che la stagione non è finita. Non
ancora. Sospesa, interrotta ma non spezzata.
Come ha fatto la settimana scorsa nella raffica di
domande, a cui si è sottoposto, della seguitissima
pagina ‘Cronache di spogliatoio’, dove ha fatto il
punto di una stagione che per i nerazzurri può
ancora riservare molte sorprese.
“In Champions siamo la mina vagante insieme al
Lipsia. E in campionato se non avessimo perso nel
girone d’andata 5-6 punti in modo stupido, adesso,
con 12-13 giornate che mancano, potremmo lottare
per lo scudetto”, ha ricordato cn rammarico il
capitano nerazzurro.
Riferendosi forse alla sconfitta di Bologna, con
troppe assenze, tre giorni dopo l’impresa in
Ucraina, e a quei due punti persi all’Olimpico
contro la Lazio, facendosi rimontare tre gol negli
ultimi venti minuti.
Nella sua chiacchierata social Gomez ha voluto
ringraziare Gasperini “perché mi ha insegnato a
fare la seconda punta muovendomi tra il terzino e
il difensore centrale, adesso devo mettere la
squadra davanti a tutto e a me stesso. Il
trequartista è un ruolo nobile, io sono cresciuto
nella generazione dei Riquelme e D’Alessandro. Ma
adesso si corre molto di più”.
Poi ha concluso sul momento delicato che vive la
sua Atalanta in quarantena: “La squadra
attualmente è divisa. I pochi single e i senza
famiglia sono rimasti al Centro Sportivo Bortolotti
di Zingonia: ci teniamo tutti i contatto in chat. A
tutti noi manca il contatto con il nostro pubblico”.
Preoccupazioni condivise anche dal 26enne
olandese Hans Hateboer, che nei giorni scorsi, in
un’intervista al Dagblad Van Het Noorden, ha
esternato i suoi timori circa il futuro agonistico:
“Siamo ai quarti di finale di Champions League e
stiamo giocando bene anche in campionato, ma che
cosa succede se non riusciamo a finire la stagione?
Rischiamo che il nostro impegno rimanga senza
coronamento, di non arrivare ad alcun traguardo.”