Giacomo Agostini oggi, 16 giugno, compie 80 anni. È uno dei campioni che ha portato in tutto il mondo il nome di Bergamo e di Lovere dove è nato. Un pilota imbattibile che ha scritto pagine memorabili della storia del motociclismo. E l’ACI della sua terra è particolarmente orgoglioso di unirsi al coro globale degli auguri per un uomo che ha esaltato lo sport, con risultati che parlano, ma ancor più con il suo comportamento, la sua condotta di gara, il suo stile. “L’Automobile Club – dice il presidente Valerio Bettoni – è orgogliosa per la vicinanza e la simpatia più volte manifestate dal leggendario numero uno, fino ad oggi inarrivabile”.

C’è la forza dei numeri dalla sua parte: 15 titoli mondiali nelle cilindrate 350 e 500, con ben 122 Gran Premi (54 in 350, 68 in 500, più 162 podi, e 10 Tourist Trophy), correndo per la MV e per la Yamaha, sempre da dominatore. E senza incidenti, altro merito non trascurabile, che sta a significare sicurezza, padronanza e prudenza.

“Ago” ha lasciato tutti alle spalle e chissà per quanti anni ancora: da Mike Hailwood (indimenticabili i duelli con l’inglese) a Phil Read, da Valentino Rossi a Marc Márquez. Salito in sella subito da protagonista nel 1965, ne è sceso nel 1975 a 33 anni: sono trascorsi 47 anni e il suo primato resta saldo in cima all’albo d’oro, con gli inseguitori a distanza.

Valerio Bettoni ama sottolineare la determinazione, la classe dell’amico Giacomo: “Se si considerano le circostanze in cui vinceva Agostini rispetto ad oggi, con i progressi che la tecnologia ha raggiunto, esaltando la velocità, si può davvero parlare di carriera straordinaria. Un mito che ha dato lustro all’Italia, appassionando le folle dovunque era in gara, entusiasmando i nostri emigranti con i suoi successi”.

Un progetto che da tempo sta a cuore al presidente ACI è quello di realizzare una galleria dove onorare i campioni che hanno fatto grande Bergamo nello sport: da Giacinto Facchetti a Felice Gimondi, a Giacomo Agostini, idea cara allo stesso fuoriclasse, pronto a mettere in mostra titoli e cimeli della sua splendida cavalcata. Bettoni pensa a un luogo anche simbolico e di elevati flussi quotidiani come l’aeroporto di Orio, dove si potrebbero poi accasare altri nomi di alto prestigio, dall’alpinista bergamasca Nives Meroi, prima donna ad arrivare con il marito in cima ai 14 “giganti” degli ottomila, ad Angelo Domenghini e altre stelle del firmamento orobico.

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