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L’oro in panchina

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Eugenio Sorrentino

Negli ultimi tre anni l’Atalanta è tornata in Europa, dove aveva lasciato il segno nel 1988 timbrando una storica semifinale dell’allora Coppa delle Coppe, e approdata nell’olimpo della Champions League grazie al miglior piazzamento di sempre in campionato rappresentato dal terzo posto della passata stagione. Sintesi fin troppo semplicistica per i traguardi raggiunti sul piano dei risultati, del gioco e dello spettacolo che la squadra regala a un pubblico sempre più ammirato ed entusiasta, allargato alla platea sparsa di intenditori del calcio capace di apprezzare quanto viene espresso dalla rosa della Dea. Innegabile che l’artefice del fenomeno Atalanta sia Gian Piero Gasperini, l’allenatore che a Bergamo ha avuto la possibilità di mettere a frutto le sue idee e con il carisma e la determinazione che lo contraddistinguono gestisce un organico di giocatori motivati e ispirati. Ne sono cambiati di giocatori, per consentire alla società di far quadrare i bilanci senza rinunciare a confermarsi e crescere. E il tecnico di Grugliasco, cittadino onorario di Bergamo, dimostra di riuscire a valorizzare nuove e vecchie pedine.
L’Atalanta è arrivata a essere tra le sedici migliori squadre d’Europa risollevandosi dopo l’iniziale impatto traumatico con gli avversari del girone di Champions League. Così Gasperini, il quale non è abituato a fare sconti, ha saputo trasformare le difficoltà in campo europeo con una trasfusione di tecnica e atteggiamento tale da determinare il salto di qualità definitivo. I meriti acquisiti non possono essere sottratti, ma solo obiettivamente riconosciuti. Il Centro Tecnico Federale di di Coverciano, il luogo simbolo della formazione calcistica italiana che riunisce gli allenatori italiani e annualmente ne premia uno con la panchina d’oro, ha riconosciuto che Gian Piero Gasperini è stato il miglior allenatore della scorsa stagione di serie A. Come ha sottolineato il presidente del Settore Tecnico, Demetrio Albertini, si tratta di un premio particolarmente sentito in quanto a votare sono gli stessi addetti ai lavori: “È il calcio che premia il calcio”. Prima dell’impresa che lo ha visto portare per mano l’Atalanta nella massima competizione europea, Gasperini era finito alle spalle di Massimiliano Allegri, per quattro volte “the best”. Ora sarebbe bello che diventasse il sir Alex Ferguson italiano e rimanere nel mondo Atalanta.