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Una Signora Dea, ma passa la Juve

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L’Atalanta dice addio a un’altra coppa, quella nazionale, ancora una volta con l’amaro in bocca, perché impedisce alla Juventus, forte del gol segnato da Higuain all’andata, di passeggiare. La Dea tiene testa ai bianconeri che si esprimono alla loro maniera, solo nella seconda parte della ripresa, quando vengono premiati da un penalty che mette fine ai giochi per la qualificazione alla finale. Ma in precedenza la squadra di Gasperini arriva a sfiorare il colpaccio. I cinque ammoniti in casa juventina dicono molto delle difficoltà incontrate nell’affrontare la squadra bergamasca. Allo Juventus Stadium va in scena un’Atalanta in versione propositiva e autoritaria, decisa a sfidare le convinzioni dei bianconeri e contendere loro l’accesso alla finale di Coppa Italia. La squadra messo in campo da Gasperini è quella che scaturisce dalle possibilità di scelta migliori, con la sola indisponibilità di Petagna. Lo schieramento ricalca di fatto quello messo di fronte al Borussia Dortmund nella sfortunata gara di ritorno di Europa League, con la sola eccezione di Mancini preferito a Palomino nella difesa a tre con Masiello e Caldara, stante la squalifica di Toloi, davanti a Berisha. Centrocampo con De Roon e Freuler in mezzo, Hateboer e Spinazzola esterni, Cristante trequartista e Ilicic e Gomez coppia avanzata. Allegri, che non recupera Higuain e manda Caldara in panchina, risponde con Buffon tra i pali, Benatia e Chiellini difensori centrali con Lichtsteiner e Asamoah sulle fasce, a centrocampo Pjanic affiancato da Marchisio e Matuidi, nel terzetto offensivo Mandzukic con Douglas Costa a destra e Alex Sandro a sinistra. L’Atalanta parte decisa eseguendo pressione e interdizione. Il primo, vero pericolo creato dall’Atalanta arriva all’11’ quando Gomez, in precedenza autore di un destro a giro di poco alto sull’incrocio dei pali, si inserisce a centro area su assist di Ilicic e devia il pallone che Buffon blocca. Al 13’ piede a martello di Chiellini su Caldara e giallo per il difensore bianconero, il quale, diffidato, è destinato a essere squalificato. Per vedere la Juve affondare in area bergamasca bisogna attendere la metà del primo tempo su iniziativa di Asamoah il cui cross sotto porta viene deviato in angolo da Spinazzola. La squadra bianconera prova ad alzare il baricentro. Al 35’ Mandzukic protagonista di un’azione personale che lo vede entrare in area, aggirare Caldara e calciare a tu per tu con Berisha che respinge. Su capovolgimento di fronte Gomez supera Benatia ma non Lichtsteiner sul quale interviene in scivolata fallosamente venendo ammonito. Brivido al 40’ per Berisha che è reattivo su un pallone a giro calciato dall’attivissimo Douglas Costa che gli rimbalza davanti rischiando di esserne sorpreso. Due minuti dopo bella azione atalantina conclusa con un tiro di Freuler di fronte a Buffon che Chiellini respinge. Al 44’ movimento di Asamoah sulla sinistra e conclusione sull’esterno della rete. Nell’unico minuto di recupero del primo tempo, Pjanic cerca in dribbling in area su Mancini cadendo. Il difensore bergamasco non lo sfiora, l’arbitro vede bene e ammonisce il bianconero. Nella ripresa il copione si ripete, ma è la Juve a rendersi pericolosa al 5’ con una triangolazione che permette a Marchisio di calciare a rete con Berisha che fa buona guardia. Poi anche Matuidi finisce sul taccuino dell’arbitro. Al 7’ bel taglio in profondità di Douglas Costa per Mandzukic che non arriva sul pallone. Con il passare dei minuti la Juventus guadagna campo, ma la partita resta aperta. Al quarto d’ora grave errore di Ilicic che, in fase di copertura, serve Marchisio che mira all’incrocio dei pali, mancando il bersaglio. Al 18’ tiro cross di Gomez, deviato da Benatia, che Buffon blocca senza problemi. Un minuto dopo Gasperini toglie Ilicic, affaticato, e inserisce Cornelius. Una manciata di secondi e accade l’incredibile. Errore di Benatia che perde palla, che diventa preda di Gomez, il quale scatta in avanti, vede Buffon uscire sulla trequarti e calcia verso la porta sguarnita, colpendo il palo. Al 20’ Gomez, scatenato, sfiora l’incrocio dei pali. La Juve risponde al 22’ con la traversa centrata da Douglas Costa. Al 23’ fuori Marchisio, dentro Khedira. Sale d’intensità l’apporto di Douglas Costa, fermato fallosamente da Masiello, ammonito e anch’egli già diffidato. La svolta poco prima della mezz’ora con l’arbitro che, su contatto in area tra Mancini e Matuidi, vede una trattenuta del difensore e concede il calcio di rigore che Pjanic trasforma. L’azione, vista e rivista, lascia molti dubbi, ma dalla postazione Var non si interviene. Sotto di un gol, Gasperini rinuncia a Mancini e manda in campo Rizzo, retrocedendo Hateboer sulla linea di difesa. L’Atalanta si rimette in moto. Un cartellino giallo arriva anche per Alex Sandro. A 10’ dalla fine spazio per Dybala che rileva Douglas Costa. Poi Barzagli prende il posto di Alex Sandro. Prima che Barrow subentri a Freuler, l’arbitro sventola il giallo a Mandzukic. La partita si conclude con la Juve che accede per la 18esima volta alla finale di Coppa Italia.