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Val d’Isere: nel ’72 impresa Gros

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Il weekend dell’Immacolata di coppa del mondo di sci alpino non è entusiasmante per i colori azzurri. A St Moritz, dove si assiste al terzo trionfo consecutivo di Tina Maze in gigante dopo Soelden e Aspen e al terzo podio in tre giorni dopo il successo in supercombinata e il secondo posto in supergigante, la migliore italiana tra i pali larghi è Irene Curtoni, settima. In Val d’Isère, teatro della prima vittoria stagionale in gigante di Marcel Hirscher, detentore della Coppa del mondo, l’eterno Max Blardone risale nella seconda manche dall’ottavo al quinto posto con un ritardo di 1″69 dal vincitore ma a soli 27 centesimi dal podio, mentre Roberto Nani, 29/o al termine della prima manche e autore del secondo tempo assoluto nella manche decisiva, risale fino alla 10/a posizione finale che rappresenta il suo miglior risultato in carriera in Coppa del mondo.

Allora non resta che sfogliare l’album dei ricordi e festeggiare il quarantennale del clamoroso successo nello slalom in Val d’Isere dell’allora diciottenne e debuttante assoluto Piero Gros. Partito con il pettorale numero 45, si ritrovò con pieno merito sul gradino più alto del podio, nonostante una pista massacrata dagli atleti che lo avevano preceduto. Piero Gros resta il più giovane vincitore di una gara della Coppa del mondo di sci alpino, ma anche il vincitore con il più alto numero di pettorale in partenza. Imprese d’altri tempi, forse irripetibili.

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