Juventus - ParmaSe la Roma straripa nella Scala del calcio, Napoli e Juventus rispondono di prepotenza vincendo i rispettivi confronti. Sulla carta più agevole quello dei partenopei, tornati al San Paolo dopo la sconfitta in Champions contro l’Arsenal. In realtà i quattro gol con cui la squadra di Rafa Benitez asfalta il Livorno è frutto di forza e superiorità a tutto campo che non si erano viste nella gara casalinga pareggiata con il Sassuolo. In assenza di Higuain, è ancora Pandev a fare da punto di riferimento e aprire subito il tabellino dei marcatori, al quale si iscrivono Inler, Callejon e Hamsik, al quinto centro in campionato. Ma è tutta la squadra a ritrovare la vitalità smarrita nel primo quarto d’ora del match europeo con l’Arsenal.

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In soli 20 secondi lo Juventus Stadium passa dai cori d’entusiasmo al grido strozzato, quando Muntari ha toccato un tiro sporco deviando il pallone nella rete bianconera. Stavolta Buffon non ci arriva e il gol di marca rossonero non necessita dell’arbitro di porta per essere convalidato. La Juventus non fa una piega, si riorganizza e al quarto d’ora, complice l’allegra barriera rossonera, pareggia con Pirlo che vede il buco tra le maglie avversarie e ci infila il pallone che inganna Abbiati, nonostante la traiettoria poco angolata. Dopo un primo tempo disputato a ritmo intenso, con l’episodio di Constant che in area spinge lateralmente Tevez e una conclusione alta di Quagliarella davanti ad Abbiati, la ripresa è più nervosa e spezzettata. Al 5’ Mexes si rende protagonista di un brutto episodio, colpendo con un pugno Chiellini in area. Ci sarebbero gli estremi per il rigore e l’espulsione, ma né l’arbitro né il suo collaboratore appostato sulla linea di fondo se ne accorgono. La svolta arriva quando Conte richiama Quagliarella e inserisce Giovinco. La “formica atomica” alla prima palla utile si destreggia tra le maglie rossonere e dopo un dribbling stretto a Zapata mette rasoterra alle spalle di Abbiati. Mexes, ammonito in occasione dell’azione del vantaggio juventino, viene colto ancora in fallo subito dopo davanti alla propria area di rigore e rimedia il secondo giallo al 29’ lasciando il Milan in dieci. Sul conseguente calcio di punizione Pirlo manda il pallone a rimbalzare contro la traversa, riprende Chiellini che insacca al volo. Allo scadere del tempo regolamentare i bianconeri perdono palla sulla trequarti, se ne impadronisce Muntari che scarica di sinistro alle spalle di Buffon, sorpreso nella circostanza dalla deviazione leggera ma determinante di un compagno. Il 2-3 mette ansia alla squadra di Antonio Conte che gestisce comunque i 4’ di recupero e guadagna i tre punti necessari a mantenere il passo della Roma capolista e del Napoli. Il Milan si ritrova a 13 punti dalla capolista dopo sette giornate. Un bilancio magrissimo.

Alle spalle dell’Inter, ferma al quarto posto, sale il sorprendente Verona che passa a Bologna con un poker di reti. A segno Cacciatore e il sempre più sorprendente Iturbe, vero ispiratori degli scaligeri, il quale, dopo il rigore trasformato da Diamanti, ispira i tiri vincenti di Luca Toni e Jorginho. Lazio e Fiorentina chiudono all’Olimpico con un languido risultato a reti bianche, anche se la squadra di Petkovic prova a vincere in tutti i modi incappando in errori di precisione e negli interventi decisivi del portiere viola Neto. A Parma arriva finalmente la domenica di Antonio Cassano che sale in cattedra, serve gli assist vincenti di Palladino e Rosi e sigla il terzo gol con cui la squadra di Donadoni batte il Sassuolo. La partita si decide quando i neroverdi, trovato il pareggio ad inizio ripresa su rigore con Berardi, colpiscono un palo e nell’azione seguente sul fronte opposto subiscono il secondo gol parmense. L’Udinese torna al successo piegando in casa il Cagliari grazie al gol di rapina di Danilo e a un gioiello su calcio di punizione dell’inesauribile Totò Di Natale. Il Torino perde l’opportunità di strappare tre punti alla Sampdoria in quel di Marassi, subendo il pareggio dei blucerchiati in pieno recupero su calcio di rigore trasformato da Eder. In vantaggio a fine primo tempo con Sansone, la squadra di Delio Rossi subisce il gioco dei granata che nells ripresa riequilibrano il risultato con Immobile e passano in vantaggio alla mezz’ora su rigore netto con Cerci, al sesto centro e capocannoniere della A. L’illusione si spegna e lascia spazio al rammarico al 48’. La Sampdoria, dal canto suo, s’interroga sulla scarsità di risultati e la mancanza di vittorie. Dopo il successo di misura al Bentegodi contro il Chievo, l’Atalanta si riporta nelle posizioni di centro classifica. Il Catania ce la mette tutta per superare il Genoa, si porta in vantaggio con Barrientos sfiorando ripetutamente il raddoppio, poi verso la fine concede il pareggio ai liguri con una sfortunata autorete di Legrottaglie.

Risultati 7a giornata: Parma-Sassuolo 3-1 Bologna-Verona 1-4 Catania-Genoa 1-1 Napoli-Livorno 4-0 Sampdoria-Torino 2-2 Udinese-Cagliari 2-0 Juventus-Milan 3-2 Lazio-Fiorentina 0-0 Chievo-Atalanta 0-1 Inter-Roma 0-3

Classifica: Roma 21 Juventus Napoli 19 Inter 14 Verona 13 Fiorentina 12 Lazio 11 Udinese 10 Torino Parma Atalanta 9 Milan Livorno 8 Cagliari 7 Genoa Catania 5 Chievo 4 Sampdoria Bologna 3 Sassuolo 2.

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