“La valigia del rugby”, serata speciale con Cristian Lovisetto alla Biblioteca dello Sport

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Il rugby a Bergamo non ha un grande seguito, ma uno zoccolo duro, quello sì. Bergamo ha una squadra di rugby che, però, non è mai stata all’apice di quanto possa aver fatto il volley femminile, o il basket maschile per non parlare dello sport principe che a Bergamo porta il nome di Atalanta.

Ma ne è valsa la pena aver organizzato una serata sul rugby. Lo ha fatto con coraggio Paolo Marabini nella sua Biblioteca dello Sport a Seriate e proprio nella serata in cui all’Ucicinemas dell’Oriocenter andava in anterpima con tutta la prima squadra e i dirigenti in bellavista il docu-film sui successi della Dea sino alla conquista della Europa League.

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La sala non era gremitissima, ma pulsava di passione. Presenti anche alcuni ragazzini giocatori accompagnati dalla mamma che dalla borsa lasciava intravedere il cono della palla ovale che i figli e gli amici dei figli hanno usato nel cortile fino a prima dell’inizio della serata.

Ospite d’onore Cristian Lovisetto, scrittore e appassionatissimo di rugby. Si definisce rugbista da divano. Ma la sua competenza è vasta e approfondita. Oltre a un blog personale “Anonima Piloni”, Lovisetto ha scritto un bel po’ di libri: “Storie dell’Anonima Piloni”, “Il rugby prima del Sei Nazioni”, “Memorie di un pilone giramondo”. Ieri sera Lovisetto ha presentato e approfondito la sua ultima fatica: “La valigia del rugby: personaggi, avventure, viaggi del mondo ovale”.

Classe 1986, padovano, Lovisetto si innamora (ma in quel territorio è quasi d’obbligo) del rugby già dai tempi della scuola, quando le ultime due ore del sabato sono sempre dedicate a combattere tra l’attenzione imposta dalla prof di matematica e la voglia di essere sui campi a giocare o a seguire la partita del Petrarca.

Lovisetto matura una competenza unica, che non riguarda il solo il rugby nostrano o nazionale. Non si limita a questo. Lui ama il rugby a livello mondiale. E dentro la sua valigia ci ha messo tutte le storie che lo hanno appassionato fino alle lacrime. Sono storie perloppiù sconosciute di personaggi incredibili sperduti in ogni angolo del mondo che solo la sua estrema passione gli ha permesso di cercare, approfondire e scovare, scandagliando goni angolo remoto del web e delle biblioteche digitali o meno e incontrando i diversi personaggi che lo hanno messo sulla strada dei racconti.

Alla serata avrebbe dovuto presenziare anche Ian McKinley, ma un imprevisto lo ha tenuto lontano da Seriate impossibilitato a lasciare l’Irlanda. La sua storia da sola merita la curiosità di leggere anche tutti gli altri racconti messi nell’indice del libro di Lovisetto.

McKinley, grazie a un paio di occhiali, è potuto tornare a giocare al rugby. Per lui si è trattato di una rinascita non solo sportiva. Un grave infortunio, dopo che un tacchetto gli era entrato nell’occhio, gli aveva aveva impedito la vista da quell’occhio con il relativo abbandono del rugby praticato. Ma in seguito è venuto a sapere che a Bologna stavano sperimentando degli occhiali speciali, omologati anche dalla Federazione. Fu così, che grazie ad alcune conoscenze del fratello Ian è potuto tornare a giocare.

Ma anche ricordare l’incredibile coincidenza che ha portato Aristide Barraud a Parigi la tragica notte del Bataclan. Per salvare la sorella Alice è rimasto ferito dai colpi di mitra sparati all’impazzata dai terroristi. Per lui, noto rugbista di livello internazionale, non c’è stata più speranza di poter tornare a giocare.

Ma nella valigia di Lovisetto si ricordano anche i sette minuti che sconvolsero il rugby italiano: l’Italia batté la Scozia con tre mete realizzate nei primi sette minuti. E la felicità si dipinge sul rugbista da divano, che l’ha potuta raccontare con il suo stile, alla faccia di chi alle superiori pretendeva solo dei temi di analisi e non di racconti.