Domenica 8 marzo 2026 a Colere (Bg) torna la Skialp 3 Presolana – Memorial Angelo Castelletti, classica orobica dello sci alpinismo valida come prova di Coppa Italia Fisi. La gara, giunta alla 46.a edizione, propone un tracciato long distance di circa 25 chilometri di sviluppo e 2.200 metri di dislivello positivo, tra salite impegnative, tratti a piedi tecnici e discese fuori pista al cospetto della Presolana.
Il percorso toccherà Pizzo di Petto (2.210 m), Monte Ferrantino (2.320 m), Cima Verde (2.125 m) e il Rifugio Albani. La macchina organizzativa è composta da Sci Club 13 Clusone, CAI Clusone “Rino Olmo” e dalla famiglia Castelletti, da sempre anima dell’evento.
Tra chi conosce bene la Skialp 3 Presolana c’è William Boffelli, ex atleta della nazionale, tra i più forti interpreti italiani della disciplina, oggi residente a Courmayeur dove lavora per la Fondazione Montagna Sicura occupandosi di monitoraggio dei ghiacciai per la Regione Autonoma Valle d’Aosta. Ingegnere civile e ambientale, specializzato in rischio idrogeologico, Boffelli si divide tra rilievi sul campo e ricerca su rischio glaciale e periglaciale. Di recente ha stabilito il record di velocità di salita e discesa con gli sci sul Monte Bianco da Chamonix.
Il suo legame con la Skialp 3 Presolana parte da lontano: proprio qui, nel 2013, fece il suo esordio assoluto in una gara di sci alpinismo. All’epoca la competizione era inserita nel circuito di Coppa del Mondo ISMF, con gara di contorno aperta ai tesserati FISI. «Era proprio l’anno della Coppa del Mondo, si partiva dal Passo della Presolana. Avevo vent’anni e mi sono buttato, ho detto: “Proviamo”. Non avevo mai fatto una gara di sci alpinismo. Prima facevo sci di fondo a livello agonistico, avevo smesso da due anni e avevo iniziato a praticare un po’ di skialp».
L’esordio fu più movimentato del previsto. «È stata una gara completamente improvvisata. Non avevo portato l’antivento previsto dal regolamento e così, oltre al danno, sono arrivate anche le penalità. Avevo sbagliato percorso, mi ero trovato nel bosco: completamente allo sbaraglio, totalmente autodidatta, senza essermi fatto dare da nessuno due indicazioni».
Eppure qualcosa lo colpì. «Nonostante tutto mi era piaciuta. Tante salite e discese, una gara dura. Ero partito forte ed ero saltato per aria. Le discese erano divertenti. Ne avevo combinate di tutti i colori, ma ne ero uscito con uno spirito di rivincita: “Dai, posso solo migliorare”».
Negli anni Boffelli è tornato più volte a Colere: podi, vittorie, rimonte sulle lunghe distanze. «Di solito io emergo sulle distanze lunghe. Se riesco a limitare i danni alla partenza poi le cose mi possono andare bene. Il Canale del Diavolo nella vecchia gara era stupendo. È un peccato che per carenza di neve non si parta più dal Passo della Presolana, ma resta una gara bellissima anche partendo da Colere».
Un legame che va oltre il risultato. «Questa gara per me è speciale perché è stata la prima. E poi per l’organizzazione: sono veramente bravi. C’è un lavoro enorme dietro, un impegno costante. Organizzare una gara del genere richiede energie e responsabilità non comuni».
Nel 2022 Boffelli si è reso protagonista di un gesto che gli è valso il Premio Fair Play Panathlon. Durante la Skialp 3 Presolana, valida per il titolo italiano assoluto, il valtellinese Nicolò Canclini sbagliò percorso nell’ultima discesa. Boffelli lo superò e si trovò virtualmente sul podio, ma nella salita finale rallentò per restituire la posizione. Un gesto segnalato da Fisi Bergamo su sollecitazione del Panathlon Club di Bergamo, che gli conferì il riconoscimento ufficiale.
Sul valore nazionale della gara Boffelli è netto. «Per me la Skialp 3 Presolana è già riconosciuta a livello nazionale. È stata tappa di Coppa del Mondo e per diversi anni sede di Campionato italiano, quindi è una gara affermata, direi quasi di respiro internazionale. Il tema non è tanto farla conoscere di più, quanto il fatto che lo sci alpinismo stia evolvendo verso formati sempre più veloci. È importante continuare ad avvicinare i giovani a uno sci alpinismo completo, che comprenda anche il fuori pista e la dimensione più tradizionale della disciplina».
E aggiunge: «Organizzare una gara fuori pista è sempre più complesso. Le responsabilità sono maggiori, il percorso va definito e adattato alle condizioni che possono cambiare rapidamente. È comprensibile che talvolta si scelgano soluzioni più semplici, ma proprio per questo va riconosciuto il valore di chi continua a investire energie nell’organizzare competizioni autenticamente fuori pista».
Un messaggio anche per gli scialpinisti di Veneto e Friuli, che storicamente partecipano meno alla gara orobica. «Perché dovrebbero venire? Perché è storica. Perché è una gara bellissima. Si respira ancora sci alpinismo e si vede la passione nell’organizzare. E poi vale il detto: finché non vieni non sai cosa ti perdi».
Nel frattempo Boffelli sta affrontando una stagione intensa: è salito sul podio alla Mountain Attack, ha vinto diverse gare notturne in Valle d’Aosta e ha in programma grandi classiche come Transcavallo, Sellaronda, Trofeo Parravicini, Tour du Rutor e naturalmente la Skialp 3 Presolana. Una gara che per lui resta un punto di partenza. E di ritorno. Ulteriori informazioni su https://www.skialp3.it/ (Fonte: Montagna Express)













