Caos a Belve Crime, Ughetto Piampaschet: “Condanna ingiusta per omicidio Anthonia Egbuna”. Interviene avvocato

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(Adnkronos) –
Caos a Belve Crime. Daniele Ughetto Piampaschet, scrittore – ora detenuto nel carcere di Torino – è uno degli ospiti di Francesca Fagnani nella puntata di 'Belve Crime' che andrà in onda stasera, martedì 26 maggio, su Rai 2. Lo scrittore è stato condannato in via definitiva a 25 anni di carcere nel 2012 per l'omicidio di Anthonia Egbuna, la giovane prostituta nigeriana trovata morta nel Po. E per il quale si è sempre dichiarato innocente.  Un confronto durissimo, nel quale Ughetto attacca magistrati e investigatori, accusandoli di aver "insabbiato le carte e depistato le indagini". Un’intervista attraversata da forti momenti di tensione: quando Fagnani gli mette davanti i fatti emersi nelle sentenze definitive, che lo descrivono come l’assassino di Anthonia Egbuna, Ughetto si innervosisce e perde più volte il controllo, tanto che deve intervenire il suo avvocato per calmarlo. Il cuore dell’intervista sono proprio quei racconti sequestrati durante le indagini e diventati uno degli elementi centrali dell’accusa. Testi nei quali venivano descritti omicidi di prostitute nigeriane con dettagli ritenuti molto simili al delitto di Anthonia Egbuna. Gli chiede Fagnani: "Il fatto che la fine di Anthonia ricordi molto quello che è scritto nei suoi libri non le fa impressione?". È a quel punto che Ughetto si inalbera: "Ma davvero i giudici pensano che una persona che ha una laurea in filosofia come me sia così stupida da uccidere una persona, massacrarla, scrivere un racconto e poi conservarlo?". Poi insiste: "Secondo lei una persona è in grado di commettere un delitto e poi scrivere e tenere lì la copia?". Ed è lì che Fagnani lo interrompe: "Lo sta dicendo lei". Ughetto prova allora a spiegare il rapporto tra la sua scrittura e quel mondo che raccontava nei libri: "Queste ragazze fungevano anche potentemente come muse ispiratrici". E ancora: "Ho una produzione letteraria di svariate migliaia di pagine, poesie, racconti e romanzi incentrati sul mondo magico religioso della Nigeria. Anche di De Sade, leggendolo, pensavano chissà che… Uno scrittore non può essere giudicato per ciò che scrive". Con Fagnani che lo ferma subito: "Però lei non è De Sade…". Ughetto torna infine ad attaccare chi ha condotto le indagini, sostenendo che a uccidere Anthonia sia stata la mafia nigeriana, "protetta da politica e magistratura. Il testimone chiave che mi avrebbe assolto è scomparso. Sono stati loro a farlo sparire". Una tesi, gli ricorda Fagnani, "respinta tre volte dai giudici nelle richieste di revisione che ha presentato". 
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