Ceuta, ancora 5mila migranti in città: “Emergenza non è finita”

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(Adnkronos) – Tra i 3.000 e i 5.000 migranti restano a Ceuta quattro giorni dopo l'inizio della crisi migratoria nell'exclave spagnola in Africa. E' la stima arrivata dal presidente della "città autonoma", Juan Jesús Vivas, che ha parlato di una "valanga di 80.000 persone", quasi l'equivalente degli abitanti. Qui non si è tornati alla "normalità", ha detto, insistendo per "misure" affinché "non si ripeta" quanto accaduto la scorsa settimana. In dichiarazioni a Telecinco, Vivas ha affermato che l' "integrità territoriale" della Spagna è stata "violata" a Ceuta "con una valanga di 80.000 persone". E ha anche confermato che giorni prima dell'arrivo di una marea umana dal Marocco, la sua amministrazione aveva "timori evidenti" a causa di "movimenti" che indicavano la necessità di adottare misure eccezionali perché erano riuscite ad arrivare a nuoto tra le 1.800 e le 2.000 persone. "Quello che è successo è gravissimo. L'integrità territoriale della Spagna è stata violata qui a Ceuta. È come se 50 milioni di persone fossero entrate nel resto della Spagna in un solo giorno, senza sapere perché ci stessero andando", ha aggiunto. Intanto la portavoce del governo, Elma Saiz, ha dichiarato che l'esecutivo non aveva ricevuto alcun avviso dai servizi segreti in merito a una crisi migratoria e ha evidenziato la risposta "senza precedenti" del governo del primo ministro Pedro Sanchez. A Saiz, in un'intervista all'emittente RTVE, è stato chiesto più volte se il governo avesse ricevuto avvisi preliminari dai servizi segreti: "Non c'era alcun rapporto che ci avvertisse della portata dei numeri a cui dovevamo far fronte". La portavoce ha ribadito che "l'entità" della situazione era sconosciuta. "Non c'era assolutamente modo di prevedere qualcosa di così senza precedenti", ha dichiarato. 
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