Conti pubblici, Giorgetti: “Approccio prudente è necessità”

8

(Adnkronos) – "Un approccio prudente alle finanze pubbliche non è un'opzione ma una necessità, soprattutto nel contesto caratterizzato da incertezza e volatilità. È essenziale per mantenere la fiducia del mercato e rafforzare la nostra capacità di rispondere eticamente agli shock esterni". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti nel corso del suo intervento al Wilson Center a Washington davanti a una sala gremita. "Vorrei sottolineare che l'economia italiana ha dimostrato un solido grado di resilienza nonostante il difficile contesto nazionale, caratterizzato da condizioni finanziarie più restrittive e dal rallentamento del commercio globale. È in questo contesto che l'Italia continua a perseguire un percorso di responsabilità fiscale”, ha dichiarato davanti alla platea del Wilson Center. Lo scopo dell’evento al Wilson Center è stato quello di celebrare l’importanza dei 165 anni di relazioni Usa-Italia e Giorgetti ha preso la parola per sottolineare cosa abbia in serbo la collaborazione fra i due paesi a livello d’investimenti e innovazione nei prossimi anni. “La profondità e la solidità dei nostri legami – economici, commerciali e interpersonali – come questo evento dimostra chiaramente, affondano le radici nelle nostre vene comuni; esse costituiscono le fondamenta su cui costruiamo il nostro rapporto. Tuttavia, come accade in qualsiasi relazione, dobbiamo riconoscere che vi sono momenti di stretto allineamento, così come fasi in cui le nostre prospettive potrebbero non essere pienamente condivise”, ha detto il Ministro, esordendo. Le sfide sono parecchie, dice Giorgetti: “Oggi, questa partnership opera in un contesto globale dinamico e complesso, plasmato dalla frammentazione geopolitica, dalla competizione tecnologica, dalla transizione energetica e dalla ridefinizione delle catene di approvvigionamento globali. In tale scenario, l'apertura di un dialogo continuo — anche in ambito economico — diviene ancor più essenziale”. E soprattutto quali sono le necessità, guardando al futuro. "L'Italia e gli Stati Uniti condividono un interesse comune nella riduzione delle dipendenze critiche nell'ambito di catene di approvvigionamento fondamentali, affidabili e trasparenti. In settori quali l'energia, i semiconduttori, i prodotti farmaceutici e le materie prime critiche, il rischio di dipendenza impone risposte coordinate da parte di partner che condividono la stessa visione”, ha affermato il ministro. Un approccio, secondo Giorgetti, che guarda ai membri del G7 e punta a rafforzare la trasparenza, la diversificazione e la sicurezza dell'accesso a risorse di interesse strategico. “Tale percorso richiede altresì un più stretto coinvolgimento del continente africano, quale partner chiave in questo sforzo condiviso”, sottolinea il membro della Lega. La vera sfida, afferma il ministro dell’Economia, è trovare il giusto equilibrio, garantendo maggiore sicurezza e resilienza delle catene di approvvigionamento senza compromettere l'efficienza, l'apertura e la competitività del sistema economico occidentale in questa fase complessa per l'Ue e l'economia globale. Il ministro, a fine evento, non si è soffermato a parlare con i giornalisti, uscendo dal Wilson Center attraverso una porta sul retro. Tuttavia, una frase alla fine del discorso del ministro Giorgetti ha sottolineato una priorità per il governo italiano con quello statunitense. “Il mondo in cui viviamo sta cambiando molto rapidamente. In questo contesto, il dialogo tra governo, imprese e comunità accademiche, come quello che abbiamo oggi, è essenziale”. Nel 2025, l'interscambio commerciale complessivo tra Stati Uniti e Italia ha superato la soglia dei 100 miliardi, attestandosi a circa 118 miliardi di dollari, come ha sottolineato il ministro. Gli export americani verso il Bel Paese sono aumentati di 11,3 miliardi di dollari rispetto al 2024, con un focus soprattutto sull’energia (petrolio e gas per 7,3 miliardi) e sui prodotti farmaceutici (4,4 miliardi). Allo stesso tempo, l'export italiano verso gli Usa ha mostrato segnali contrastanti: mentre alcune stime indicano una crescita del 7,2%, alcuni settori tradizionali hanno registrato flessioni specifiche (circa -3,7%) dovute all'impatto dei nuovi dazi imposti dal presidente Donald Trump. Nel dettaglio, si è verificata una riduzione dell'import dall'Italia di circa 1,9 miliardi di dollari, portando a un miglioramento del saldo commerciale a favore di Washington per un valore di 13,2 miliardi. Nonostante la guerra dei dazi, Giorgetti è sicuro: “Le aziende americane trovano in Italia un ambiente industriale altamente avanzato, una base manifatturiera di livello mondiale, una solida competenza tecnica e una crescente apertura all'innovazione. Allo stesso tempo, le aziende italiane vedono negli Stati Uniti un mercato dinamico, un ecosistema tecnologico all'avanguardia e un partner fondamentale per la crescita internazionale”. (di Iacopo Luzi) 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

forbes