(Adnkronos) – Il Movimento 5 stelle non dimentica le nuove generazioni, anzi. Gli iscritti giovani, si legge nel sito dei pentastellati, potranno infatti votare anche un documento, proposto dalla comunità del Network giovani, con 12 punti per un patto generazionale, un insieme di proposte che guardano al futuro. Una misura che applaude soprattutto Vittoria Baldino, vicepresidente e referente della comunità giovanile dei pentastellati. "Con il Patto generazionale – dice la deputata – mettiamo i giovani al centro del nostro programma e della nostra azione politica, ma facendo della questione generazionale una chiave di lettura di ogni nostra scelta. Lavoro, casa, fisco, formazione, welfare, transizione ecologica: ogni punto del programma deve misurarsi con l’impatto concreto che avrà sulla vita delle nuove generazioni. Vogliamo misure capaci di cambiare davvero le condizioni materiali dei giovani, restituendo loro autonomia, opportunità e potere di scelta. È questo il patto che vogliamo costruire".
Ma cosa prevede il Patto? Partendo da dodici diritti "per una generazione libera" quello che si mette in campo "non è una somma di bonus o interventi spot per giovani, ma un patto pubblico per l’autonomia: lavorare, studiare, abitare, muoversi, curarsi, formarsi e scegliere dove costruire la propria vita". E dunque per l'autonomia economica nei primi di anni di lavoro si prevede un'Irpef generazione che altro non è se non "introdurre una detrazione aggiuntiva sui redditi da lavoro per i primi cinque anni effettivi di occupazione, utilizzabile entro i 35 anni e concentrata sui redditi bassi e medi. Il beneficio è pieno nei primi due anni, si riduce progressivamente nei successivi tre e si azzera oltre una soglia di reddito, senza salti d’imposta. Si applica al lavoro dipendente e autonomo personale ed è riconosciuto automaticamente in busta paga o in dichiarazione. Le risorse derivano dal riordino degli incentivi occupazionali frammentati e meno efficaci: il sostegno non va all’impresa perché assuma un giovane, ma direttamente al giovane perché possa diventare autonomo". Il diritto alla mobilità è garantito da un climate ticket giovani, che prevede "un unico abbonamento nazionale, valido sul trasporto pubblico urbano ed extraurbano e sui treni regionali, a tariffa fortemente agevolata per gli under 30 e gratuito sotto una soglia Isee". Per chi vuole andare all'università e ha un reddito basso la soluzione è quello di un assegno di autonomia universitaria, che prevede un sostegno nazionale mensile per studenti universitari e Afam appartenenti a famiglie con redditi bassi e medi, maggiorato per fuorisede e pendolari con elevati costi di mobilità". Un altro capitolo è ovviamente dedicato al lavoro gratuito, che deve finire attraverso un compenso minimo nazionale e la contribuzione previdenziale per tirocini extracurriculari e praticantati. Quanto alla casa, si dovrebbe "creare un fondo pubblico che garantisca la cauzione e una quota limitata del rischio di morosità per gli under 35 con un reddito compatibile con il canone ma privi di garanzie patrimoniali". Si accende poi un focus sulla salute mentale delle nuove generazioni, con garanzia salute mentale under 30 si deve definire un livello essenziale nazionale che assicuri accesso gratuito, primo colloquio entro un tempo massimo e presa in carico pubblica quando clinicamente indicata. Un conto futuro, ancora, da aprire al primo impiego risponde alla domanda sulle transizioni tecnologiche e serve per la formazione, è cumulabile e portabile tra aziende, settori e forme contrattuali. La previdenza per le carriere discontinue si traduce in una garanzia previdenziale giovani che è una pensione contributiva di garanzia che integri gli assegni più bassi in proporzione agli anni di presenza nel mercato del lavoro, evitando una soglia identica per chi ha storie contributive diverse. Con lo Youth test e bilancio generazione si vuole rendere obbligatoria, per ogni legge con impatto significativo e per la legge di bilancio, una valutazione preventiva degli effetti su giovani e generazioni future. Mille euro al mese per chi lavora nella cultura e nella creazione con il reddito creativo, e ancora un Capitale 18, ovvero un riconoscimento al compimento dei 18 anni di una dotazione pubblica di 15.000 euro, ispirata alla proposta di eredità universale del Forum Disuguaglianze e Diversità, ma resa selettiva e finalizzata. La misura è destinata ai giovani appartenenti a famiglie con reddito annuo complessivo inferiore a 300.000 euro, con una modulazione che concentri il beneficio sui redditi bassi e medi. Ultimo, ma non per importanza, il diritto di voto ai sedicenni.
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