(Adnkronos) – La sovranità digitale non è più soltanto una questione tecnologica, ma una priorità strategica che coinvolge sicurezza nazionale, politica industriale, approvvigionamento energetico, competitività economica e sviluppo dell'intelligenza artificiale. È questo il tema centrale della conferenza “Data center sovrani – energia, intelligenza artificiale, cybersecurity”, organizzata da Confassociazioni Digital, in programma oggi a Roma, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del Governo, delle imprese tecnologiche e delle principali organizzazioni del settore. L'iniziativa, terzo appuntamento di un ciclo di conferenze dedicato alle grandi trasformazioni strategiche del Paese, intende approfondire il ruolo delle infrastrutture digitali come fattore determinante per l'autonomia tecnologica dell'Italia e dell'Europa. Ad aprire il confronto istituzionale il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, con i contributi del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l'Innovazione Alessio Butti e dell'Onorevole Luca Squeri. Al centro dei lavori, la necessità di superare una concezione della sovranità digitale limitata alla localizzazione geografica dei dati, per affrontare il tema del controllo effettivo delle infrastrutture, delle tecnologie, delle piattaforme cloud e degli algoritmi di intelligenza artificiale. "Per secoli la sovranità di uno Stato si è esercitata attraverso il controllo del territorio. Oggi una parte crescente della nostra sovranità si esercita nel cyberspazio, dove risiedono i dati delle imprese, delle istituzioni e dei cittadini e dove vengono elaborati gli algoritmi che stanno trasformando la nostra società", dichiara Andrea Violetti, Presidente di Confassociazioni Digital e organizzatore dell'evento. "Dobbiamo porci una domanda fondamentale: quanto possiamo dipendere tecnologicamente da altri Paesi e da altri operatori senza compromettere la nostra capacità di decidere? Essere sovrani non significa perseguire un'impossibile autarchia digitale, ma costruire interdipendenze governabili, evitando che una dipendenza tecnologica diventi irreversibile. Un Paese è realmente sovrano quando nessun singolo fornitore o potere esterno può impedirgli di esercitare le proprie funzioni essenziali". Secondo Violetti, la costruzione di una reale sovranità digitale richiede un approccio sistemico, capace di integrare infrastrutture, energia, capacità computazionale, controllo degli algoritmi e cybersecurity. "La vera sfida dell'intelligenza artificiale non riguarda soltanto il possesso dei dati, ma anche la capacità di elaborarli e trasformarli in conoscenza. Se i nostri dati vengono trattati esclusivamente attraverso infrastrutture, modelli e piattaforme controllati altrove, rischiamo di conservare la proprietà del dato ma di perdere il controllo dell'informazione e del suo valore. Per questo dobbiamo ragionare contemporaneamente di sovranità delle infrastrutture, dei dati, della capacità computazionale e degli algoritmi". Una prospettiva che assume particolare rilevanza alla luce dell'evoluzione delle politiche europee sulla sovranità tecnologica, del Cloud Sovereignty Framework e delle iniziative comunitarie per rafforzare la capacità europea nel settore cloud, dei data center e dell'Intelligenza artificiale. Segnali concreti arrivano anche dal mercato, dove la domanda di soluzioni cloud sovrane sta progressivamente influenzando le scelte di investimento delle imprese, mentre in Italia esperienze come il Polo Strategico Nazionale dimostrano la possibilità di sviluppare infrastrutture orientate alla protezione dei dati e alla continuità dei servizi pubblici. Un altro elemento centrale della conferenza riguarda il rapporto tra infrastrutture digitali e sistema energetico. "Non esiste sovranità digitale senza sovranità energetica", sottolinea Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni. "Un data center privo di energia affidabile, continua, competitiva e sostenibile è un'infrastruttura inutilizzabile. La competizione internazionale sull'Intelligenza Artificiale sarà sempre più anche una competizione sulla capacità di produrre e distribuire energia. Dobbiamo quindi considerare data center, reti elettriche, cybersecurity e intelligenza artificiale come componenti di un unico sistema strategico nazionale ed europeo". Secondo le proiezioni dell'International Energy Agency richiamate durante la conferenza, i consumi elettrici mondiali dei data center potrebbero più che raddoppiare entro il 2030, raggiungendo circa 945 TWh, con l'Intelligenza Artificiale tra i principali fattori di crescita. La conferenza vede il contributo di autorevoli rappresentanti del mondo industriale, tecnologico e istituzionale, tra cui esponenti di Polo Strategico Nazionale, Italian Datacenter Association, Digital Realty, Schneider Electric, Dell Technologies, ASC27, Clusit, RSE, AgID, Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ISPRA e Adecco. Il confronto intende contribuire alla definizione di una visione industriale e tecnologica che consenta all'Italia di rafforzare il proprio ruolo nello sviluppo delle infrastrutture digitali europee. "La nostra proposta si riassume in tre parole: sovranità, sicurezza e sostenibilità. Tre dimensioni inscindibili, sulle quali costruire la resilienza del nostro sistema Paese. Sovranità per mantenere il controllo delle nostre scelte strategiche, sicurezza per garantire la continuità delle funzioni essenziali, sostenibilità per rendere lo sviluppo tecnologico compatibile con le esigenze economiche, sociali e ambientali. L'Italia ha competenze, capacità industriali e opportunità per essere protagonista di questa trasformazione. Ma deve agire con una visione strategica, investimenti adeguati e tempi coerenti con la velocità dell'innovazione", conclude Andrea Violetti.
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