(Adnkronos) – "Ho la certezza granitica di poter escludere qualsiasi manipolazione, qualsiasi depistaggio, qualsiasi accantonamento di atti che non era e non è nel nostro costume. Io metto la mano sul fuoco, tutte le mani sul fuoco sull’onestà dei miei collaboratori che materialmente sono stati individuati dalla procura di Vigevano per fare quelle analisi". Contattato dall'Adnkronos, l'ex generale del Ris di Parma Luciano
Garofano risponde così, a distanza, alla Procura di Pavia che nella nuova indagine sull'omicidio di Chiara Poggi getta ombre sul lavoro svolto sui pedali della bicicletta bordeaux di Alberto Stasi.
Pedali su cui ha indagato la difesa del condannato: i dati messi a disposizione del Ris di Parma nel novembre 2015 ai pm pavesi avrebbe dimostrato l'esistenza di due contro analisi che già il 20 settembre 2007, quattro giorni prima del fermo (non convalidato) dell'ex bocconiano, avrebbero dimostrato l'assenza di materiale genetico della vittima sui pedali. Di questi due campioni negativi – confermati anche dai consulenti della Procura di Pavia – non si avrebbe traccia nell'indagine della procura di Vigevano. Lo scambio di pedali tra la bici bordeaux e quella nera che una testimone vede davanti alla villetta di via Pascoli la mattina del delitto, sostenuta dalla parte civile, non ha mai trovato conferma nelle sentenze sui processi a Stasi, e la stessa procura di Pavia l'ha definita "una suggestione
impercorribile", un "atto
illogico e incongruente" quello di "far sparire una bicicletta perché utilizzata per un delitto, ma impiegare del tempo per smontare i pedali e rimontarli sulla bicicletta che verrà data in pasto agli inquirenti". Per Garofano "c’è un passaggio importante: tutte quelle analisi" ora messe in dubbio dalla Procura di Pavia che indaga sul delitto del 13 agosto 2007 "sono state fatte nel contraddittorio cioè alla presenza dei consulenti di parte, anche quelli di Alberto Stasi. Molti atti sono stati fatti nella più totale contestualità e altrimenti i risultati venivano mostrati ai consulenti quindi mi sembra difficile capire come possa essere avvenuto tutto questo". L'ex generale non ha dubbi: "Escludo categoricamente, con certezza granitica, che da parte dei miei collaboratori che hanno fatto le analisi ci possa essere stata qualche irregolarità".
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