(Adnkronos) – "In materia di innovazione quello che è importante capire è che questo governo ha una visione riconosciuta a livello internazionale, sta lavorando a livello europeo, ad esempio sul cloud, che è una grandissima richiesta del mondo dell'impresa. Lo stiamo facendo attraverso l'impostazione italiana del cloud federato all'interno dell'Edic (European digital infrastructure consortium), il programma strategico europeo che è un consorzio promosso insieme ad altri paesi europei". A dirlo Alessio Butti, sottosegretario di Stato per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale al Forum nazionale di Federmanager in corso a Roma. "Sempre a livello europeo – sottolinea – abbiamo migliorato tutte le statistiche del famoso indice Desi (Digital economy and society ondex) per quanto riguarda la digitalizzazione del sistema e quindi è importante anche per le imprese. Ad esempio, per quanto riguarda l'adozione dell'Intelligenza artificiale, c'è stato un'enorme balzo in avanti, anche se magari le imprese fanno ancora un po' fatica rispetto alle imprese americane e ovviamente cinesi. Stiamo facendo grandi cose sul calcolo computazionale". "Abbiamo fondato la Q Alliance – continua – che riprende le leve strategiche della nostra strategia quantum e le ha praticamente disseminate a livello mondiale, tant'è che hanno aderito le più importanti aziende che fanno quantum nel mondo e parlo di IonQ e D-Wave. Questi sono passaggi strategici fondamentali e importanti". "La fuga dei giovani dal nostro Paese è un tema che stiamo cercando di affrontare con il mondo dell'impresa, della ricerca, con il mondo della formazione, perché poi il problema è lì, stiamo cercando di affrontarlo, è di difficile soluzione, ma ci stiamo quantomeno lavorando". "Il tema – spiega – è che il nostro processo formativo è straordinario, noi formiamo ragazzi talmente capaci che poi, evidentemente, non essendo il mondo dell'impresa in grado di assorbirli per capacità, competenze o altro, vanno all'estero. C'è anche un'altro aspetto sul quale il governo sta lavorando, che è quello dei salari e dell'indennità, insomma dei compensi". "E' evidente -osserva – che i giovani esperti, soprattutto laureati in STEM, quindi con corsi molto tecnico-scientifici poi all'estero guadagnino molto di più. Questo è un processo che stiamo cercando di invertire e su questo dobbiamo lavorare mettendo al servizio dei giovani, e non solo dei giovani, che volessero rientrare, anche delle agevolazioni fiscali, perché poi il tema è anche soprattutto economico, delle possibilità di ricerca, delle possibilità di mettere in pratica ciò che hanno studiato in Italia e poi adottato a livello internazionale".
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